Latina, all'ospedale di Fondi tornano i Poct: proteste e malumori

Domenica 9 Agosto 2015 di Barbara Savodini
LATINA - Sono molto costosi e poco sicuri: con queste motivazioni un nutrito gruppo di operatori sanitari dell’ospedale di Fondi dicono no ai Poct, i tanto contestati esami diagnostici effettuati in semi autonomia da macchinari progettati per tale scopo. Il caso, dopo qualche anno di silenzio, è tornato alla ribalta da quando la Asl li ha reinseriti nell’ospedale “San Giovanni di Dio”, sollevando timori e perplessità da parte di un nutrito gruppo di operatori sanitari. Ad intervenire sul caso è Raffaele Parisella, rappresentante Rsu della Cisl, che ha voluto evidenziare tutta una serie di richieste e di evidenti paradossi.



«Noi – ha spiegato Parisella a nome dei suoi colleghi – chiediamo solo che venga applicato il decreto del commissario ad acta del 2014 in base al quale è previsto per l’ospedale di Fondi un laboratorio d’urgenza in grado di assicurare la piena attività sia di giorno che di notte, con presenza di personale dirigente e tecnico. Queste appaiono infatti le condizioni indispensabili di sicurezza per il mantenimento del punto nascita nel nostro ospedale».



Secondo Parisella infatti, i kit dei Poct non solo hanno un costo quattro volte maggiore rispetto agli additivi utilizzati tecnici (che peraltro hanno anche scadenze a breve durata e molto spesso finiscono per essere gettati inutilizzati) ma non sono neppure così sicuri e precisi dal punto di vista diagnostico come la Asl vorrebbe far credere dato che il personale incaricato non è in grado di tararli autonomamente. A questo si aggiunge che agli infermieri, per l’utilizzo di tali macchinari, viene elargita un’indennità, proprio per vie delle responsabilità che sono costretti ad accollarsi, di 220 euro a notte, raddoppiati nelle giornate festive. Insomma, con l’investimento necessario per l’acquisto degli additivi, i rimborsi al personale e il noleggio delle macchine che vengono concesse in comodato non gratuito, si potrebbero pagare altri tecnici (ad oggi ce ne sono solo tre), affidabili al 100% nella diagnostica e preparati a fronteggiare casi di emergenza.



Di questo avviso anche il sindaco di Fondi Salvatore De Meo che ha svelato il suo punto di vista nel corso dell’ultima conferenza stampa convocata per dare contezza alla cittadinanza dell’attività svolta dall’amministrazione negli ultimi 4 mesi. «Nel corso dei vari incontri con gli operatori sanitari – ha spiegato De Meo – ho avuto modo di capire come la strategia dei Poct non possa essere considerata sicura soprattutto quando si tratta di far partorire donne straniere che arrivano senza aver effettuato alcun tipo di analisi a priori e che, molto spesso, non sono collaborative in quanto non comprendono la lingua italiana. Ritengo – ha concluso – che per preservare il punto nascita a Fondi sia necessario ripristinare l’attività del laboratorio d’analisi h24». Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 15:55

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