La rete fisica e digitale di Poste cresce anche in provincia. Rilasciati 200.000 Spid

La rete fisica e digitale di Poste cresce anche in provincia. Rilasciati 200.000 Spid
3 Minuti di Lettura
Venerdì 22 Ottobre 2021, 12:30

Poste Italiane mette a disposizione anche dei cittadini di Latina e provincia una rete fisica e digitale unica in Italia. Le due reti operano in modo perfettamente integrato e, grazie a questa   doppia dimensione, l’azienda guidata da Matteo Del Fante si propone anche nel territorio pontino come “azienda-piattaforma”, in grado di offrire servizi e prodotti diversi secondo le necessità di tutti i cittadini.

«La ramificata presenza dei presidi di Poste sul territorio - si legge in una nota - fa sì che oggi il 94% dei cittadini pontini si trovi a non più di 5 minuti di distanza da un punto di erogazione dei servizi “in presenza” che l’Azienda mette loro a disposizione. Nel tessuto sociale ed economico pontino, infati, la rete fisica di Poste Italiane è presente con 87 uffici postali, 8 centri di distribuzione e 3 presidi di distribuzione che gestiscono il servizio di recapito pacchi e corrispondenza, 75 ATM Postamat e 105 “Punto Poste”, ovvero reti terze quali i tabaccai o le stazioni di servizio Eni».

A disposizione dei cittadini pontini anche i canali digitali, attraverso i quali è possibile accedere ai prodotti e ai servizi di Poste Italiane in modo semplice e intuitivo. Si tratta delle App di Poste Italiane, disponibili su App Store e Google Play. Tra i servizi offerti, anche il rilascio delle identità digitali, servizio che contribuisce in maniera fattiva alla svolta digitale del Paese. A Latina e provincia, al 30 settembre, sono stati rilasciati circa 200mila SPID.

«Siamo la più grande rete di distribuzione del Paese – ha ricordato recentemente l’ad Matteo Del Fante – in una fase storica nella quale tutti hanno virtualizzato i servizi noi abbiamo garantito una presenza costante e qualificata sul territorio. Soltanto le aziende che mantengono la loro presenza fisica tra le comunità possono rivestire un ruolo di primo piano nella transizione digitale dell'Italia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA