Latina, Dirty Glass, gli insospettabili dal gip: dai carabinieri al titolare del bar

Martedì 22 Settembre 2020
Alessandro Sessa
Nuovo giro di interrogatori oggi per alcune delle persone colpite da ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione Dirty Glass coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma che ipotizza una serie di reati in materia fiscale e tributaria, ma anche l'estorsione aggravata dal metodo mafioso, l'intestazione fittizia di beni, il falso, la corruzione, il riciclaggio, l'accesso abusivo al sistema informatico, la rivelazione del segreto d'ufficio e ancora favoreggiamento reale, turbativa d'asta, sequestro di persona, detenzione e porto d'armi da fuoco.

Dopo l'interrogatorio di Luciano Iannotta, Luigi De Gregoris e Natan Altomare, che sono detenuti a Velletri e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, a partire da questa mattina saranno ascoltati coloro che si trovano agli arresti domiciliari e in questo caso sarà proprio il gip del Tribunale di Roma Antonella Minunni, che ha firmato le ordinanze di custodia, ad interrogarli. Compariranno quindi per l'interrogatorio di garanzia il carabiniere Michele Carfora Lettieri, in passato in servizio presso la Compagnia di Terracina, accusato di avere effettuato accertamenti abusivi nella banca dati Sdi delle forze di polizia su sollecitazione di Luciano Iannotta, principale indagato dell'inchiesta in cambio di favori e denaro. Il militare dell'Arma, assistito dall'avvocato Giammarco Conca, si trova agli arresti domiciliari a Sezze.

Poi toccherà al colonnello Alessandro Sessa (nella foto), anche lui chiamato a rispondere di accesso abusivo ai sistemi informatici e infine sarà la volta di Franco Cifra, titolare di un'attività di ristorazione del capoluogo pontino, anche lui ai domiciliari, assistito dall'avvocato Maria Antonietta Cestra. Cifra è stato chiamato in causa per avere ricevuto da Renato Pugliese e Agostino Riccardo un assegno di 2650 euro, pagamento per un'estorsione compiuta per Luciano Iannotta, e di avere emesso una falsa fattura trattenendo una parte del denaro per sé.
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