Dirty Glass, torna il libertà l'imprenditore Franco Cifra. Iannotta lascia gli incarichi

Giovedì 1 Ottobre 2020 di Elena Ganelli
E’ tornato in libertà Franco Cifra, l’imprenditore pontino colpito da ordinanza di custodia cautelare il 16 settembre scorso insieme ad altre dieci persone nell’ambito dell’operazione ‘Dirty Glass’. Il Tribunale del Riesame di Roma, accogliendo l’istanza dei suoi legali, gli avvocati Maria Antonietta Cestra e Oreste Palmieri, ha annullato l’ordinanza di custodia firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma Antonella Minunni che lo aveva posto agli arresti domiciliari e lo ha rimesso in libertà.

Cifra è accusato di favoreggiamento per avere preso da Renato Pugliese e Agostino Riccardo un assegno di 2650 euro, denaro proveniente da un’estorsione compiuta dai due per conto di Luciano Iannotta, e di avere emesso una falsa fattura trattenendo una parte del denaro per sé. L’imprenditore nel corso dell’interrogatorio di garanzia aveva spiegato come quell’assegno della Italy Glass di Iannotta serviva in parte a pagare un servizio di catering che lui aveva preparato mentre il resto del denaro in contanti lo ha restituito. Il ricorso al Riesame puntava tutto sulla assenza dei gravi indizi di colpevolezza in relazione all’accusa di favoreggiamento e sulla circostanza che l’imprenditore non è inserito nel contesto criminale del clan Di Silvio. Saranno invece discussi l’8 ottobre i ricorsi presentati dagli avvocati Renato Archidiacono e Silvia Siciliano per Luigi De Gregoris, Thomas e Luciano Iannotta. Proprio ieri quest’ultimo si è dimesso da componente della nuova Camera di commercio di Latina e Frosinone che deve insediarsi il prossimo 7 ottobre, e da presidente di Confartigianato provinciale.

Nel frattempo il parlamentare pontino Raffaele Trano, alla luce di una serie di circostanze emerse con l’indagine coordinata dalla Dda di Roma, ha sollecitato l’intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del Ministro della giustizia Alfonso Bonafede con particolare riferimento al coinvolgimento di esponenti dell’intelligence. «Dalle indagini dell’antimafia di Roma si scopre che un pezzo di Stato, rappresentato da agenti dell’intelligence – sottolinea il deputato - arriva a mettersi al servizio del crimine. Per tutte queste ragioni, affinché sia fatta piena luce su quanto è accaduto e affinché situazioni del genere non continuino a ripetersi ho presentato un’interrogazione e chiesto l’intervento del presidente del Consiglio Conte, e del ministro della giustizia Bonafede.

Il principale indagato in Dirty Glass, l’imprenditore Luciano Iannotta, fino al giorno dell’arresto anche presidente della Confartigianato di Latina e principale azionista del porto turistico di Sperlonga – ricorda Trano - ha un alto numero di precedenti, ma quasi tutti i processi a suo carico si sono conclusi con un proscioglimento per intervenuta prescrizione. Lo stesso, secondo gli investigatori, sarebbe riuscito a corrompere anche agenti dell’intelligence, dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna e del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza che si sarebbero messi al suo servizio e avrebbero partecipato anche ad appuntamenti conviviali organizzati nella villa dell’imprenditore, che li chiamava “i nostri protettori”». Il parlamentare torna a sottolineare le carenze di personale degli uffici giudiziari di Latina e Cassino e rende noto di avere chiesto nuovamente «il potenziamento degli organici degli uffici giudiziari impegnati nel basso Lazio e di favorire il raccordo tra Procure diverse e diverse Direzioni distrettuali antimafia, nello specifico Roma e Napoli, per rendere più celere e forte il contrasto alle attività criminali sul territorio del sud pontino. Ho chiesto infine di fare chiarezza – conclude - sul coinvolgimento di componenti dell’intelligence in Dirty Glass che, a quanto mi risulta, non sono stati ancora identificati». © RIPRODUZIONE RISERVATA