«Il prof mi batte i pezzi», così è esploso il caso delle foto hard agli alunni

«Il prof mi batte i pezzi», così è esploso il caso delle foto hard agli alunni
di Vittorio Buongiorno
3 Minuti di Lettura
Sabato 4 Febbraio 2023, 12:09

«Ma lo sapete che il prof mi batte i pezzi?». E' cominciato così al Majorana il caso del docente di religione che ha inviato foto hard ai ragazzi del liceo del capoluogo. A scuola c'era un'ora di buco, un professore che manca, un bidello che si affaccia di tanto in tanto a vedere che non accada nulla e in classe i ragazzi che parlano fitto fitto. Uno degli studenti racconta agli altri cosa gli è capitato, quei messaggi whatsapp con il professore di religione che lo hanno sconcertato. Tutti gli si fanno attorno e gli dicono: «Ma come?», «Ma che dici?», «Possibile?». Lui prende il telefono, apre la chat e non fa a tempo a dire: «Guardate», che un altro ragazzo ammette: «Ci sta provando pure con me».

E' cominciata così questa vicenda triste e squallida che ora è al centro di un'inchiesta della Procura della Repubblica. Proprio ieri mattina dagli uffici di via Ezio è partita la prima nota ufficiale su questo caso firmata dal procuratore della Repubblica Giuseppe De Falco. «Con riferimento alle notizie pubblicate dagli organi di informazione a proposito di comportamenti a sfondo sessuale che sarebbero stati tenuti da un insegnante di religione nella città di Latina» si legge, «la procura della Repubblica di Latina sta svolgendo approfondite indagini in ordine ai fatti denunciati». Ma sul caso evita di fornire particolari: «La delicatezza del tema investigativo, la necessità di preservare la genuinità degli atti di indagine e l'imprescindibile esigenza di tutela delle persone coinvolte impongono, peraltro, di mantenere il massimo riserbo sugli accertamenti in corso». Stop.

Ma se i ragazzi quella mattina non si fossero parlati forse su questa vicenda sarebbe calato il silenzio. Sono stati gli studenti, dopo essersi scambiati tra loro il contenuto delle chat - squallido e inequivocabile - a guardarsi in faccia e a chiedersi: «E ora che facciamo?». La scelta è stata unanime: cominciare a parlarne. A questo punto però non è chiaro se il docente, compreso quanto stava accadendo, abbia preferito dimettersi o se sia stata la scuola a fermarlo comunicando la decisione alla Curia. Infatti, i professori di religione sono gli unici docenti che non vengono assunti per concorso o chiamati con procedure di evidenza come per le supplenze, ma vengono indicati direttamente dalla Curia.
E - come ha rivelato ieri la nota della Diocesi - ha scoperto cosa fosse accaduto dopo la richiesta da parte del Majorana di assegnazione di un nuovo docente di religione per le dimissioni del prof travolto dal caso. Non è chiaro invece come la notizia sia arrivata in Procura dando l'avvio all'inchiesta. I ragazzi quella mattina si erano posti il problema e speravano che fosse la scuola a denunciare l'episodio, ma stando a quanto è stato possibile sapere sono rimasti delusi nello scoprire che la scuola si era limitata ad accogliere le dimissioni del docente. E' andata realmente così?

Altra cosa che ha sconvolto i ragazzi è che il prof si era fatto benvolere, c'erano studenti che stravedevano per lui. Ma dopo l'esplosione del caso i ragazzi si sono accorti di un particolare che ora assume contorni tutti da approfondire: all'inizio dell'anno il docente di religione aveva spinto tutti a seguirlo su Instagram e cominciato a seguire a sua volta tutti i suoi alunni, salvo poi rimuoverne molti, moltissimi, restando collegato - temono oggi gli studenti - alla fine solo con quelli con cui chattava.

© RIPRODUZIONE RISERVATA