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Terracina, i tanti favori allo stabilimento degli amici

Terracina, i tanti favori allo stabilimento degli amici
di Laura Pesino
3 Minuti di Lettura
Giovedì 21 Luglio 2022, 12:03

Tutto nasce nell'ambito dell'operazione Mare Sicuro 2019, quando i controlli eseguiti dal personale della guardia costiera di Terracina puntano dritto alle verifiche del rispetto delle norme che regolano il corretto utilizzo del mare, del demanio marittimo e delle attività turistico balneari. Nel mirino finiscono così i complessi turistici e le strutture balneari affidate dal Comune a privati. E tra queste c'è lo stabilimento Whitebeach su viale Circe, con tanto di ristorante, bar, gazebo in spiaggia, organizzazione di eventi e animazione. Come per altre strutture e altre società anche in questo caso emergono irregolarità, connivenze, soffiate.

Il Whitebeach sembra insomma interessare particolarmente gli amministratori di Terracina tanto da coinvolgere la stessa sindaca Roberta Tintari e il dirigente dell'ufficio Suap Corrado Costantino in una turbativa di gara per l'affidamento in gestione del tratto di arenile di viale Circe aggiudicandola alla srl guidata dall'amministratore unico Raffaele Graziani.

In particolare Costantino Corrado pubblicava il bando di gara per soli 15 giorni invece dei 35 previsti e ammetteva alla procedura anche la White srl in violazione della sezione 5 lettera b del bando stesso, avendo la società un contenzioso aperto con il Comune di Terracina per la decadenza della concessione demaniale marittima e nonostante la società avesse omesso di produrre il Dgue (Documento di gara unico europeo). Il 27 aprile del 2020 la gara veniva effettivamente aggiudicata alla White srl, che otteneva dunque l'affidamento della concessione demaniale.

Nella vicenda risulta indagato anche Giuseppe Zappone, tecnico di fiducia della srl, che insieme a Raffaele Graziani sembra disposto «a qualunque cosa pur di risolvere eventuali problemi legati allo svolgimento dell'attività da parte del Whitebeach». «In particolare scrive il gip nell'ordinanza la vicenda in questione ha dimostrato come gli stessi possano contare su una solida rete di amicizie e conoscenze con i funzionari pubblici».

Ad agosto del 2019 viene tra l'altro intercettata una conversazione interessante tra il dirigente Costantino e Zappone, nel corso della quale quest'ultimo offre al funzionario comunale un rifornimento di benzina e una giornata da trascorrere al mare e poi entrambi iniziano a parlare della sospensione della licenza allo stabilimento in seguito a un'ispezione del Nas.

«Io ho avvisato, sono tutti pronti, mi devi dire quando, tu mi devi dire solo con quante persone vieni, ti prendo un bel gazebo» dice il tecnico, «E dai sabato, passo una mezza giornata là, dai» risponde l'altro. E ancora: «Ho saputo che hanno sequestrato i Nas, hanno mandato una mail che ho visto io, l'hanno mandata al Suap, chiuderanno il bar, no scusa la cucina». I due si accordano quindi per vedersi l'indomani per discutere della faccenda, di cui Zappone non sa ancora nulla e che il dirigente evidentemente gli anticipa. Il 14 ottobre del 2019 la guardia costiera eseguiva un altro controllo procedendo al sequestro di una struttura composta da due locali interni, uno adibito a cucino e un altro a bar, del marciapiede adiacente e di alcuni pozzetti di cemento o plastico, constatando inoltre come fossero in corso lavori di manutenzione e ristrutturazione non autorizzati e difformi rispetto alla concessione demaniale rilasciata. Un mese prima nella Cila presentata al Suap i lavori erano stati motivati con la necessità di ripristinare l'altezza dei locali a causa delle contestazioni operate dai Nas e veniva falsamente attestato che gli interventi non richiedevano altri atti di assenso.

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