I familiari di Nardi: «Impossibile recuperare i corpi sul Nanga Parbat. Così sono stati spesi i soldi raccolti per le ricerche»

I familiari di Nardi: «Impossibile recuperare i corpi sul Nanga Parbat. Così sono stati spesi i soldi raccolti per le ricerche»
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Venerdì 22 Novembre 2019, 12:38

«Abbiamo sperato fino ad oggi che un altro tentativo di recupero si potesse fare. Riceviamo in queste ore con rinnovato dolore il messaggio dell’Ambasciatore Stefano Pontecorvo». E' il post dei familiari di Daniele Nardi, pubblicato sulla pagina Facebook  dell'alpinista di Latina morto sul Nanga Parbat insieme all'inglese Tom Ballard, che spegne le speranze di poter riportare in Italia le spoglie del loro congiunto e del suo compagno di scalata. 

«Dopo alcuni incontri tecnici avvenuti in queste ultime settimane presso l’Ambasciata con esperti locali e internazionali di logistica e soccorso alpino sulle montagne del Pakistan - ha scritto ai Nardi l'ambasciatore italiano in Pakistan Stefano Pontecorvo - si è dovuto prendere atto dell’impossibilità allo stato attuale, per questioni di sicurezza, del recupero dei corpi di Daniele Nardi e di Tom Ballard.
Si ringraziano l’Aviazione Militare del Pakistan, gli esperti internazionali e i collaboratori dell’Ambascaiata sempre pronti ad offrire la loro competenza ed esperienza in favore della buona riuscita degli interventi di soccorso ad alpinisti e trekker, impegnati sulle splendide montagne del Pakistan».

«Ancora GRAZIE DI CUORE per l’affetto che non ci avete mai fatto mancare!! - scrivono i familiari sulla pagina Fb - GRAZIE AL VOSTRO SOSTEGNO, di cui vi diamo conto, 2 PROGETTI A FAVORE DELL’ISTRUZIONE, a cui Daniele teneva molto, potranno essere realizzati dalle Associazioni: Ev K2 CNR PAKISTAN NGO e Montagne & Solidarietà con la supervisione dell’Ambasciatore italiano in Pakistan».

La pubblicazione del rendiconto vuole certificare che i soldi raccolti nei giorno in cui si sperava ancora di poter salvare Daniele Nardi sono stati spesi prima per i soccorsi e poi per finanziare i progetti che l'alpinista pontino sosteneva in Pakistan per favorire l'educazione dei bambini nella Kundos Valley.

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