FONDI

Dalla grande paura alla rinascita: l'ottimismo di Fondi nel lunedì della ripartenza

Martedì 19 Maggio 2020 di Barbara Savodini

L'era della zona rossa sembra ormai un lontano ricordo a Fondi, città pontina che con 109 contagi e 11 decessi è stata tra le più colpite dall'emergenza coronavirus nel Lazio.

Euforia, voglia di ricominciare, ma anche un velo di ansia e un pizzico di tensione: il lunedì della ripartenza è stato un po' come il primo giorno di scuola per ristoratori, commercianti e professionisti dell'estetica all'ombra del Castello Caetani. Da una parte il virus che inaridisce l'economia, dall'altra la speranza che rifiorisce dopo 23 giorni a incremento zero.

Al ristorante "Da Fausto" micro laurea e nuova geometria dei tavoli

«Abbiamo studiato, le misure anticontagio non ci preoccupano – scherza lo chef Fausto Ferrante – ma siamo partiti subito con una prova importante, una micro laurea, e proprio per non disperdere le energie in questo primo giorno, abbiamo deciso di aprire soltanto a cena».

E se di solito è il menù a fagocitare tutte le energie del team, ieri è stata la geometria dei tavoli a far frullare le menti in Piazza Cesare Beccaria.

«Un po' di tensione è normale – ammette – ma in fondo un metro è una distanza sufficiente per chiacchierare senza correre rischi. Ecco, la più grande preoccupazione, al momento, è che la paura prenda il sopravvento. Noi ce la metteremo tutta per offrire ai nostri clienti, oltre alla qualità che ci contraddistingue, anche il massimo della sicurezza».

Paure tanto diffuse quanto comprensibili quelle che serpeggiano tra i fondani, ristretti fino al 14 aprile in un cordone sanitario invalicabile durato 25 lunghissimi giorni. È stato il tributo da pagare per salvare la città dopo il focolaio di carnevale. E persino chi quelle restrizioni le aveva mal digerite, oggi le guarda con occhi diversi. Del resto è anche grazie alla zona rossa se Fondi è stata ufficialmente definitiva covid-free.

Visiere, kit monouso e spazzole imbustate: l'equipaggiamento dei parrucchieri

Il virus, almeno per il momento, non circola più ma non per questo il livello di attenzione è meno alto. «Visiere, kit monouso, spazzole imbustate, asciugamani usa e getta: la nostra artiglieria è a prova di virus – racconta Simona Capuano, titolare del salone “Diamoci delle Arie” – il lunedì solitamente è il giorno di chiusura ma l'elenco di prenotazioni era troppo lungo e abbiamo deciso di aprire. Abbiamo potuto inserire solo 20 persone – prosegue la parrucchiera dei vip, famosa per via delle sue partecipazioni a Sanremo con il team di “Al Pacino Service Rai” - ma siamo comunque felici di ripartire. Avevamo cambiato sede l'8 marzo, un solo giorno di attività e con il lockdown abbiamo subito dovuto chiudere. Abbiamo cercato di lasciare i prezzi invariati ma i kit monouso, anche se a costi bassissimi, sono a carico delle clienti, comunque ben liete di spendere qualche euro in più che torna loro sotto forma di sicurezza».

Cerimonie nel limbo: supporto sartoriale e psicologico per le clienti di Sposabella Tammetta 

Lunedì sarebbe stato il giorno di chiusura anche per Sposabella, dal 1920 atelier di abiti da sposa tra i più famosi nel Lazio, ma alle dieci l'intero staff era già in boutique.

«Nei giorni del lockdown – racconta Giuseppe Tammetta – non abbiamo mai lasciato soli i nostri clienti, in particolare le promesse spose in preda a preoccupazioni e timori dettati dalla grande incertezza che regna nel settore delle cerimonie. L'impossibilità di fare previsioni, naturalmente, si riversa anche su di noi ma affrontiamo le difficoltà con positività. Il nostro gruppo, sia il segmento dell'abbigliamento che quello del wedding, è un evergreen. La collezione primaverile che non abbiamo neppure tolto dagli imballaggi sarà ugualmente apprezzata a settembre. Certo, per il settore delle cerimonie, più che per ogni altro, pesano tanto l'incertezza e il divieto di assembramento che hanno portato i più a rimandare le nozze. È dura, non c'è che dire, ma affrontiamo il momento con carattere e determinazione».

Taglio del nastro per Elenoire: ieri inaugurazione Dpcm friendly 

Qualcuno cerca di ripartire e qualcun altro inizia da zero: è il caso di Eleonora Fusco, 31 anni compiuti pochi giorni dopo la rimozione dei varchi della zona rossa e da qualche ora imprenditrice nel settore dell'abbigliamento.

«Avrei dovuto inaugurare il negozio il 14 marzo – racconta – era tutto pronto ma il coronavirus si è messo di traverso. Alla fine ho aperto ieri, niente festa, un omaggio per le clienti, un brindisi con la mia famiglia (nella foto) e un taglio del nastro social. Non c'è problema, ci rifaremo in tempi migliori». Mal comune mezzo gaudio recita il proverbio: stesse sorti per la vicina pizzeria, Fratelli Tazio, che ha inaugurato sabato consegnando al vicinato, gratuitamente e a domicilio, un mix di tranci.

"Spendi a Fondi" e "Un caffè sospeso" per far ripartire il settore
Una comunità unita nella buona e nella cattiva sorte, insomma, come dimostrano le due campagne per rilanciare anche le ultime nicchie di economia rimaste imbrigliate nella crisi post covid: “Spendi a Fondi”, di Fondi Vera, e “Un caffè sospeso” del gruppo Facebook “AmoFondi”

Ultimo aggiornamento: 11:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA