Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Daini in cerca di cibo investiti sulle strade intorno al Parco del Circeo

Daini in cerca di cibo investiti sulle strade intorno al Parco del Circeo
3 Minuti di Lettura
Venerdì 1 Luglio 2022, 09:55

La Migliara 53 fende la foresta demaniale del Parco Nazionale del Circeo. La attraversa in tutta la sua lunghezza. Una lingua di asfalto che si srotola nel verde della vegetazione. Ma è anche la strada dove, purtroppo, trovano la morte molti daini. Gli ultimi due esemplari solo nella giornata di mercoledì.

A segnalare la presenza delle carcasse ai lati della banchina stradale sono stati i volontari dell'ANC. Non distante c'era anche un cinghiale privo di vita. Anche lui morto a seguito di un investimento. Gli ultimi casi in ordine di tempo. Nelle ultime settimane i casi si sono susseguiti con una frequenza crescente. Carcasse sono state individuate dai volontari del nucleo di protezione civile dell'ANC anche sulla Migliara 54, sulla Litoranea e sulla Pontina, vale a dire tutte le principali vie che confinano con il bosco.

La vegetazione del sottobosco ormai è secca e inesistente perché già brucata per via del sovrannumero di capi e gli animali cercano qualcosa da mangiare di più verde lungo i bordi della foresta o nelle zone limitrofe. Per fare questo spesso attraversano le strade che comunque sono molto trafficate e, talvolta, vengono investiti da auto in transito. Se si transita attraverso la foresta a notte fonda o alle prime ore del mattino è possibile vederne a decine che brucano lungo la strada e che, al primo rumore o alla prima luce, fuggono nella vegetazione. È quindi da escludere che tutti i capi ritrovati morti in questi giorni possano essere deceduti per qualche malattia.

«Devono ancora giungere i dati definitivi dello screening effettuato sui daini ma dai primi dati sanitari che sono emersi pare che non siano presenti patologie e che gli esemplari siano sani» assicura il presidente dell'Ente Parco Nazionale del Circeo, Giuseppe Marzano. Nei mesi scorsi sono stati 117 i daini abbattuti nell'ambito appunto dell'attività di screening sanitario su un campione rappresentativo. L'attività rientra nell'ambito del piano gestionale del daino e mira all'adozione dei capi in eccesso. Attualmente sono circa 1.600 i daini che vivono ancora nella foresta del Parco Nazionale del Circeo. Un numero che si è rivelato troppo alto per consentire a tutti gli animali di sfamarsi. Il caldo eccessivo di questi giorni ha aggravato la situazione privandoli di cibo ed acqua e spingendoli a cercarli altrove. L'area protetta ha previsto, nei mesi scorsi, un bando finalizzato all'adozione.
E.Pie.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA