Concorso Asl annullato a Latina, gli idonei pronti a dare battaglia: «Noi dimenticati dopo tanti sacrifici»

Concorso Asl annullato a Latina, gli idonei pronti a dare battaglia: «Noi dimenticati dopo tanti sacrifici»
di Marco Cusumano
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Domenica 2 Maggio 2021, 17:02 - Ultimo aggiornamento: 17:22

Dopo la revoca del concorso Asl finito sotto indagine per presunti favoritismi ai parenti dei dipendenti, gli idonei che avevano superato le prove protestano per una decisione che danneggia anche chi ha sostenuto la prova in maniera onesta e trasparente.

Con una lettera aperta inviata alla stampa, i 266 idonei descrivono la "frustrazione e l'amarezza" dopo la decisione della Asl per la revoca del bando. «Il concorso - scrivono - che ha visto coinvolti partecipanti pervenuti da tutte le provincie Roma, Frosinone, Latina, Viterbo, conclusosi, nel febbraio 2021 (salvo che per 2 candidati positivi al Covid 19, che avrebbero dovuto sostenere la prova orale in seguito), come noto, è stato revocato, con tutti gli atti successivi, con deliberazione della ASL Latina. 

Abbiamo assistito, impotenti, nei mesi successivi alla conclusione delle prove già da febbraio 2021 ad una bufera mediatica che ha visto coinvolto il nostro concorso in un tam tam speculativo definendolo addirittura “Parentopoli”, espressione dalla quale ci dissociamo totalmente. Non abbiamo voluto partecipare al feroce dibattito mediatico restando fino ad oggi in silenzio, per il rispetto che tutti noi continuiamo ad avere nei confronti delle istituzioni. Vogliamo rivendicare e tutelare le nostre legittime ragioni di partecipanti ad un concorso, del quale, ribadiamo, un concorso svoltosi regolarmente, al quale ci siamo dedicati con abnegazione, trascorrendo notti insonne a studiare, sacrificando affetti, famiglie e figli in un periodo pandemico così difficile, fatto di incertezze lavorative e di salute, ragioni che si sono smarrite nel chiacchiericcio mediatico. Non siamo più disposti ad accettare, supinamente, di essere messi nel calderone di questo tritacarne mediatico che non ci appartiene».

L'indagine della Guardia di Finanza è in pieno svolgimento e la Asl ha deciso di azzerare tutto e ricominciare dall'inizio, con un nuovo concorso. Forse una scelta inevitabile, ma con conseguenze che lasciano l'amaro in bocca agli onesti.

«Il risultato di tutto ciò - scrivono nella lettera - è che noi idonei, grandi dimenticati, abbiamo visto annullata la possibilità, conquistata onestamente, con dedizione e studio, tutti fino a prova contraria, di essere inseriti in una graduatoria esito di un Concorso Pubblico, svoltosi in maniera regolare. Chiediamo, tuttavia, ai mass media di evitare esultanze che offendono la dignità di tutti noi che abbiamo superato il concorso onestamente. Non ha vinto nessuno in questa terribile vicenda. Abbiamo perso tutti e soprattutto noi, disoccupati, precari, in attesa di una stabilizzazione lavorativa che, malgrado l’età matura per alcuni, non è mai giunta. Ha perso lo Stato».

Che il concorso sia stato svolto in maniera regolare lo potrà accertare solo la magistratura che indaga da mesi su quanto avvenuto alla Asl di Latina.

Ma intanto gli idonei promettono battaglia: «Non ci fermeremo ed esporremo le nostre istanze dinanzi alle Autorità di competenza, alla Regione Lazio, al Presidente Zingaretti, al Ministro Brunetta a tutti gli esponenti politici senza distinzione, alle rappresentanze sindacali, a tutti coloro che vorranno sostenerci per la tutela delle nostre legittime ragioni perché continuiamo a confidare nella giustizia e nella verità».

Alcuni dei 266 idonei, 91 in tutto, avevano già scritto al ministro della Pubblica amministrazione e alla direzione generale della Asl, ripercorrendo le tappe della procedura concorsuale: «Si potrà ben comprendere che tale decisione abbia cagionato grande prostrazione, rabbia e delusione. Non entriamo nel merito delle ragioni addotte dall'amministrazione per l'adozione della decisione, ma delibera è comunque già stata sottoposta all'esame di diversi studi legali che ci indicheranno come procedere per la tutela delle nostre legittime ragioni». 

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