Coronavirus, donazioni alla Protezione civile, una foto d'autore di Latina per la campagna di raccolta fondi

Coronavirus, donazioni alla Protezione civile, una foto di Latina per la campagna di raccolta fondi
di Vittorio Buongiorno
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Mercoledì 1 Aprile 2020, 13:03 - Ultimo aggiornamento: 14:48

Esterno notte. Due infermieri in tuta biocontenitiva davanti alla tenda del triage anti coronavirus dell'ospedale di Latina. Tutto intorno è buio. Solo le due figure sono illuminate da una luce all'ingresso della tenda: un uomo e una donna. Lui ha le braccia conserte, lei le tiene lungo il corpo. Si vede che sono in prima linea, pronti a combattere. Sono l'avamposto del Santa Maria Goretti: sullo sfondo si intravede l'ingresso del Pronto Soccorso del Santa Maria Goretti. C'è tutto nella foto. L'angoscia del momento, l'incertezza del buio attorno a noi, la sicurezza di chi ci cura facendo di tutto per guarire i contagiati senza arretrare di un millimetro davanti al Coronavirus. La foto, bella sul serio, è stata scelta dalla Protezione civile come immagine simbolo per la raccolta fondi (qui per donare). L'ha scattata un fotografo di Latina: Marcello Scopelliti, 51 anni, freelance, autore di reportage in Italia e nel mondo che ha raccontato per immagini la rinascita della cattedrale di Noto, il terremoto in Abruzzo. Le sue foto sono state esposte a Parigi, Milano, Bolzano.

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«Questa foto l'avevo pubblicata su una delle pagine social con cui collaboro, quella del "Collettivo Primo contatto”, è li che l'hanno vista dalla Protezione civile e mi hanno chiesto se potevano usarla, collaboro con loro da anni e siamo in collegamento via social. Chiaramente ho detto subito sì, mi inorgogliesce aver dato un mio piccolo contributo alla raccolta fondi che mi dicono essere la più ricca d'Europa». Una foto che è nata quasi casualmente. «Da quando è scattato il blocco mi limito a fare scatti in assoluta sicurezza, solamente nelle uscite che faccio per motivi di necessità, andare da mia madre, da mio figlio, a fare la spesa. Tra l'altro scatto dall'auto, senza scendere. E' così che sto raccontando l'emergenza coronavirus».



Sono foto che Scopelliti sta raccogliendo con un titolo usato per un reportage sulla SS148 Pontina, “Con la coda dell'occhio” (che si può vedere qui): «Perché le scatto così, dalla macchina, fermando le immagini che mi passano accanto dal finestrino, proprio come quelle fatte sulla Pontina. Non mi interessano tanto gli spazi vuoti, la città deserta, piuttosto quello che incontro quando attraverso Latina. Sto scoprendo scorci su cui non ci si sofferma, cose che non avevo mai colto. Lo sto facendo per me. E' più uno stato emotivo che una ricerca razionale. Ci sarà tempo, quando tutto sarà passato per trarne delle conclusioni». Ma così a caldo, come vede l'Italia e Latina affrontare l'emergenza? «La mia città sta rispondendo bene da tutti i tutti punti vista, la gente non sta uscendo di casa ma sta anche mettendo a disposizione risorse e forze per aiutare chi è più in difficoltà. Spero che tutti ce ne ricorderemo anche dopo, quando tutto sarà finito. Per ora dobbiamo restare a casa».

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