CORONAVIRUS

Parchi chiusi, spiagge aperte e qualche tassa ridotta: Fondi si prepara alla fase 2

Giovedì 30 Aprile 2020 di Barbara Savodini

Nessuna fuga in avanti, cautela e studio del quadro normativo nazionale per non fare passi falsi: è la formula dell'amministrazione di Fondi per affrontare la fase 2 e per far ripartire la città.

Del resto se in tutta Italia c'è paura per un possibile “contagio di ritorno”, in una realtà con 109 casi (in larga parte già guariti) ce n'è di più.

Bisognerà attendere ancora due settimane per la riapertura dei parchi, si parla del 18 maggio, mentre l'utilizzo delle spiagge resta un'incognita.

«So bene che per i bambini la possibilità di utilizzare le aree verdi sarebbe importante – spiega il sindaco facente funzioni Beniamino Maschietto – ma preferiamo procedere con cautela. In fondo si tratta soltanto di altre due settimane. Nel frattempo apriremo il cimitero a giorni alterni e lavoreremo per la migliore possibile gestione delle spiagge».

«Attendiamo che sia ben chiaro il quadro normativo nazionale – aggiunte a tal proposito l'assessore Claudio Spagnardi – sicuramente gli stabilimenti saranno agevolati perché avranno delle direttive ben precise da seguire ma noi vogliamo che la possibilità di godere dei nostri 13 km di spiaggia sia garantita anche a chi, non potendosi permettere uno stagionale, ha sempre optato e continuerà ad optare per gli arenili liberi. C'è ancora molta confusione quindi non vogliamo fare fughe in avanti e attendiamo che il quadro sia definito». Quanto alle semplici passeggiate sul lungomare, quelle che in tanti desiderano soprattutto perché i parchi saranno chiusi ancora per un po', la questione è controversa ma l'amministrazione sembra volersi adeguare alle disposizioni nazionali e non è intenzionata a emettere ordinanze ad hoc per limitarne l'utilizzo.

«Lo sport, l'attività motoria e le passeggiate – precisa però Maschietto – saranno consentiti solo entro i confini comunali».

È invece alle prese con la solita vecchia coperta troppo corta l'assessore Daniela De Bonis, determinata a trovare, nelle pieghe del bilancio, residui di risorse per andare il più possibile incontro alle attività produttive.

«Tanto per cominciare – spiega – abbiamo già disposto una riduzione del Canone di occupazione del suolo pubblico del 25%. Stiamo valutando se, per alcune determinate realtà più svantaggiate, sia possibile procedere con un ulteriore taglio. Stiamo infine cercando di trovare risorse per ridurre anche la Tari sulle attività commerciali ma, anche se dovessimo riuscirci, la riduzione potrebbe essere molto piccola».

Altre esenzioni hanno invece già riguardato i familiari di vittime di covid che non hanno pagato i diritti di segreteria sulle concessioni cimiteriali: uno sgravio che va dai 1.500 ai 2.000 euro a seconda del loculo.

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