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"A morsi e bocconi", ventotto cibi di strada raccontati da Roberto Campagna

"A morsi e bocconi", ventotto cibi di strada raccontati da Roberto Campagna
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Martedì 12 Aprile 2022, 09:46 - Ultimo aggiornamento: 09:47

Si chiama  “A morsi e bocconi” ed è  l'ultimo libro di Roberto Campagna, giornalista, scrittore e profondo conoscitore del territorio. È il frutto di una ricerca realizzata nell'ambito del progetto “Convivium” della Compagnia dei Lepini e che adesso viene pubblicata per i tipi delle  Nuove Edizioni Aldine di Bevagna. È un viaggio attraverso 28 pietanze sui Lepini e in Agro Pontino alla scoperta dei cibi di strada, quelli che si mangiano senza posate. A morsi e bocconi, appunto.

Il libro, illustrato con foto di Alessandro di Norma, è frutto di una ricerca che lo stesso Campagna ha realizzato per conto della Cooperativa Utopia 2000 onlus nell'ambito del progetto “Convivium Monti Lepini - Simposi, mense, tavole, produzioni, protagonisti e saperi. Storia, arte e culture enogastronomiche nel territorio lepino” .

«l cibi di strada hanno origini antichissime - si legge nella presentazione - si consumavano già all’epoca dei Greci e dei Romani. E fu proprio nell’antica Roma che si diffuse l’usanza di imbottire due fette di pane. E da allora il panino è diventato l’emblema di tale abitudine alimentare». Curiosità: «Il nome di Panisperna, la via romana diventata famosa per il gruppo di giovani fisici italiani, che presso il Regio Istituto di Fisica dell’Università, assieme a Enrico Fermi, contribuirono alla scoperta dei neutroni lenti che permise di realizzare il primo reattore nucleare, pare che derivi da “panis et perna”, ossia pane e prosciutto, che i frati della Chiesa di San Lorenzo in Panisperna usavano offrire ai poveri il giorno della festa dello stesso santo».

E proprio pane e prosciutto è uno dei cibi di strada segnalati in questo libro. Due i prosciutti descritti: quello di Bassiano e il cotto di Cori. I cibi di strada sono diffusi in ogni zona d’Italia e i Monti Lepini e l'Agro Pontino ne sono molto ricchi. «Il territorio lepino e della Provincia di Latina - ha scritto nella presentazione del libro Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini - oltre a possedere un ingente patrimonio artistico e naturalistico, ha dei cibi che suscitano suggestioni, profumi e sapori, espressione di un retaggio culturale millenario».

Oltre ai prodotti di montagna, come per l’appunto i prosciutti di Bassiano e Cori, i salumi di bufala, i formaggi, le castagne e le olive,  ci sono anche prodotti ittici e ortaggi. Circa questi ultimi, i fiori di zucca fritti, i cocomeri a fette e i carciofi fritti dorati sono altre tre delle ventotto “tappe” di questo gustoso viaggio gastronomico. Poi ci sono i dolci, dei quali sono stati riportati soltanto i più significativi, con una storia dietro, quelli che identificano il luogo dove nascono. .«Il cibo - ha scritto Alessandro Di Norma nella nota fotografica - è storia, è rito, è tradizione, è insieme di gesti caratterizzati dalle abitudini che si perdono nei gangli della quotidianità più remote, ma trapelano, senza troppo fatica, anche in quella attuale, veloce ed effimera, legata alle contemporanee tecnologie di comunicazione. Fotografando il cibo si è dato vita a un racconto di sensazioni che ritornano, e restano, nella mente come radici secolari». 

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