Clan Di Silvio, le zone grigie degli "omissis"

Martedì 5 Novembre 2019 di Marco Cusumano
Agostino Riccardo e Renato Pugliese
L'inchiesta Alba Pontina è stata supportata dalle dichiarazioni dei pentiti del clan: Renato Pugliese e Agostino Riccardo. Ma molte delle loro dichiarazioni sono coperte da omissis: cosa si nasconde dietro quelle pagine oscurate? La domanda rimbalza negli ambienti giudiziari e ovviamente, a tutela delle indagini, è opportuno mantenere il riserbo. Probabilmente non tutto ciò che è stato riferito dai due pentiti ha avuto uno sviluppo nell'inchiesta Alba Pontina, se non altro per un discorso di tempistica. E' possibile che una parte delle dichiarazioni sia ancora al vaglio degli investigatori e che dunque si possa arrivare a ulteriori sviluppi.

Di certo la sentenza del giudice Annalisa Marzano pone un primo punto fisso, definendo per la prima volta attendibili i due pentiti eccellenti.

Agostino Riccardo era il responsabile dell'organizzazione delle estorsioni di cui rispondeva al capo Armando Di Silvio.

«Delle estorsioni - racconta Riccardo - ci occupavamo io, i fratelli Di Silvio e anche Armando che è venuto con me a compiere diverse estorsioni. Ciascuno di noi aveva il suo ruolo all'interno del sodalizio e anche nel compimento delle estorsioni ci dividevamo i compiti. Il mio ruolo, oltre che di materiale esecutore, era quello di portare la storia, ossia la situazione debitoria sulla quale intervenire».

E qui arriviamo a uno dei tanti omissis che copre un nome indicato da Riccardo: «Omissis si rivolgeva a me portandomi la storia ossia la situazione di credito nella quale era richiesto il nostro intervento (...), io informavo Armando il quale dava il suo benestare (non è mai capitato che ci vietasse di agire) e definiva le modalità di azione, indicando chi di noi del gruppo doveva agire. Armando interveniva personalmente solo quando si creavano problemi con altri gruppi criminali o con l'imprenditore». Le vittime erano chiamate polli e ogni giorno il clan si riuniva per decidere chi spennare.

Tanti omissis compaiono anche nei passaggi dedicati alla politica. Nell'interrogatorio del 10 luglio 2018 Riccardo disse: «Abbiamo preso accordi con politici per assicurare loro i voti. Ad esempio Gina Cetrone ci ha consegnato olio, pasta e altri generi alimentari provenienti dalla sua azienda in grande quantità, da destinare agli abitanti di Campo Boario in pagamento dei voti a lei dati».

Qualche giorno dopo aggiunse: «Cetrone aveva perso la fiducia nei confronti di Francesco Viola perché in occasione delle elezioni regionali del 2013 quest'ultimo le promise 500 voti dei tifosi della curva del Latina Calcio, ma poi i voti andarono a omissis. Essendo successivamente passato io con il clan di Armando, presi in mano io la campagna elettorale».

Estorsioni, droga e politica. La diversificazione degli interessi del clan è una delle caratteristiche peculiari sottolineate dal giudice. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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