Bando copia-incolla per il centro storico: «Il Comune deve revocarlo»

Il presidente di Cethegus: "L’ente sospenda l’iter e riesamini i contenuti dell’atto e la loro legittimità"

Una panoramica di Latina
di Vittorio Buongiorno
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Giovedì 30 Maggio 2024, 00:00

«Chiediamo che il sindaco di Latina Matilde Celentano emani una istanza di sospensione del bando in autotutela decisoria, al fine di riesaminare i contenuti del bando e della sua legittimità, per confermarli, modificarli o annullarli». Nuovo colpo di scena sull’avviso del Comune per il progetto di riqualificazione del centro storico. Uno dei novanta soggetti che hanno risposto alla manifestazione di interesse esce allo scoperto e chiede lo stop in autotuela della procedura.

«Le informazioni di cui sono venuto a conoscenza dalla pagine del giornale Il Messaggero del 24 maggio scorso, dove si evince il plagio del bando di Sulmona preparato dagli uffici di quella amministrazione per il suo centro storico risalente come fondazione al IV secolo a.C. e non un Nucleo di Fondazione, quello di Latina città del’900, prossimo al suo centenario, nel 2032, mi suggeriscono vivamente di consigliare che l'atto emesso sia soggetto a revisione o sospensione da parte del Comune di Latina» scrive Leonardo Valle, in nome e per conto della società consortile Cethegus di cui è legale rappresentante. A suo avviso «l’ipotesi di un utilizzo di un bando non elaborato dagli uffici ma copiato da una città con una storia e caratteristiche diverse, e la mancata emissione del bando in linea con le reali esigenze del nucleo di fondazione della città di Latina, a mio avviso ne pregiudicano l'interesse pubblico».

E’ un problema non da poco. A quell’avviso, stando alle dichiarazioni dell’assessora Annalisa Muzio «sono arrivati 90 curricula, a dimostrazione del fatto che l’azione è di interesse per i professionisti». Ora il rischio, nel caso in cui il Comune tiri dritti, è che qualcuno dei partecipanti decida di impugnare l’individuazione del soggetto che, per 46 mila euro, redigerà «una proposta progettuale generale, del nucleo storico della città». E’ vero che la manifestazione di interesse servirà all’ente per formare un elenco di operatori economici da cui poi individuare il progettista o il team di progettisti, ma la possibilità che la decisione venga impugnata è concreta.

Tra l’altro Valle rivela che in tempi non sospetti, «in data 10 aprile, in qualità di presidente di Cethegus s.c.p.a. manifestai alcuni dubbi nel merito del bando, attraverso una intervista diffusa a mezzo stampa». Nell’articolo veniva criticato il poco tempo concesso ai progettisti «per rispondere ad un bando di così grande impatto», la «totale assenza nel bando di alcune indicazioni indispensabili per selezionare le professionalità che si assumono la responsabilità di coadiuvare l’amministrazione nella strategica azione di “redazione di una proposta progettuale generale, del nucleo Storico Della Città”».

E’ proprio questa la cosa che più colpisce: l’aver copiato gli obiettivi da Sulmona (città fondata dai romani) ha fatto sì che mancasse del tutto qualsiasi riferimento alle specificità di Latina, città nata dal nulla, negli Anni Trenta.

Mancanvano altresì i riferimenti ai piani di Rigenerazione Urbana e pure «l’indicazione di rendersi disponibili a impegnative azioni di recupero di siti dismessi e pericolosi in pieno centro, quali l’ex Mercato Coperto, il Key, l’ex area autolinee, l’ex Porfiri, l’ex Palazzetto dello Sport, la Casa della Cultura in gran parte inagibile, oltre che di importantissimi edifici quali l’ex Banca D’Italia e l’ex Garage Ruspi appena ristrutturato» dice Valle nella mail inviata al Comune.

Valle offre anche una alternativa: «in subordine a quanto espresso precedentemente, suggerisco vivamente di procedere con una istanza di revoca della procedura di gara in quanto non è stata ancora effettuata l’aggiudicazione, perché motivata da ragioni di pubblico interesse».

Specifica altresì che la «posizione della Cethegus rimane valida anche nel caso in cui sia la stessa ad aggiudicarsi questo bando, quindi indipendentemente dall'esito del bando, poiché, di fatto, non è mai andato in gara un bando per la città di Latina ed il suo nucleo di Fondazione». Valle - che per la cronaca ha curato con la sua società la presentazione della proposta del Comune di Gaeta a capitale della Cultura 2026, in concorrenza con quella di Latina - sottolinea di ritenere «fondamentale assicurare che vi sia un processo equo e trasparente che consenta a tutte le parti interessate di contribuire in maniera significativa alla proposta progettuale generale, relativa al Nucleo di Fondazione della città, determinante per la nostra comunità», nella convinzione che sia «patrimonio comune l’attenzione alla trasparenza, l'etica e il rispetto per le regole e i principi fondamentali per la corretta gestione della pubblica amministrazione, per il bene della comunità locale. È nostro dovere, pur in ambiti diversi, contribuire al mantenimento dell'onorabilità dell'amministrazione comunale».

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