Centro di alta diagnostica a Gaeta: apertura entro fine mese

Il sopralluogo del commissario straordinario della Asl di Latina per verificare i locali

Centro di alta diagnostica a Gaeta: apertura entro fine mese
di Sandro Gionti
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Sabato 25 Maggio 2024, 11:38

GAETA

La prossima settimana dovrebbe avvenire l’apertura, almeno parziale, del Centro di alta diagnostica all’interno dell’ex ospedale Monsignor Luigi Di Liegro di Gaeta. Un evento atteso da quattro anni dall’intero sud pontino, da quando nel 2020 venne realizzata l’importante struttura grazie alla collaborazione tra il Comune di Gaeta e l’allora direttore generale dell’Asl Giorgio Casati. La notizia è stata confermata dal sopralluogo che la commissaria straordinaria dell’Asl di Latina Sabrina Cenciarelli, accompagnata dall’assessore regionale Elena Palazzo e dal direttore facente funzione del Distretto socio-sanitario Lt5 Paolo Fusco, ha effettuato giovedì nell’ospedale gaetano. Visionati i locali messi a disposizione e riqualificati dall’Asl, che dovrebbero ospitare le apparecchiature radiologiche acquistate soprattutto con le donazioni fatte da imprenditori, cittadini, istituzioni pubbliche e private, autorità militari e associazioni benefiche.

Sul problema dell’apertura del Centro diagnostico il consigliere regionale di Forza Italia ed ex sindaco Cosmo Mitrano, sollecitato anche da un’istanza del M5S, aveva interrogato l’Asl di Latina per definire i tempi e i modi per l’apertura dell’importante struttura sanitaria. Durante la visita la responsabile dell’Asl ha esaminato anche i servizi erogati dal Distretto 5, che attendono interventi di riqualificazione e rilancio. Pure approfondito il discorso relativo all’ex Casa della Salute, che è in fase di costruzione, e quello riguardante il ripristino della commissione medica locale per patenti speciali all’interno del Distretto Lt 5 di Gaeta. Un servizio, quest’ultimo, istituito nel 2012 con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti presso il Distretto Lt5 e da due mesi interrotto bruscamente - sembra a causa della mancata ripartizione economica al personale amministrativo di supporto - con la sospensione delle prenotazioni di tanti utenti del comprensorio meridionale della provincia affetti da malattie invalidanti o deficit visivi, uditivi, degli arti, della colonna vertebrale, della conformazione o dello sviluppo somatico. E a beneficiare del servizio sono stati, fino al momento della interruzione a sorpresa, anche quei cittadini che, in seguito al ritiro della patente per tasso alcolico superiore alla norma o per l’uso di stupefacenti, venivano finora sottoposti alla visita del collegio medico senza essere costretti a lunghe liste di attesa e agli spostamenti fino a Latina. Una interruzione accompagnata da polemiche e appelli da parte dell’utenza e di organizzazioni sindacali come lo Spi Cgil Sud Pontino.

Sandro Gionti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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