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Casati: «Livelli di guardia abbassati, perciò cresce il numero dei contagi»

Casati: «Livelli di guardia abbassati, perciò cresce il numero dei contagi»
di Laura Pesino
3 Minuti di Lettura
Venerdì 11 Settembre 2020, 07:26
LA SITUAZIONE
Il numero di contagi schizzato negli ultimi giorni, con il picco dei 35 il 9 settembre, impone di fare il punto della situazione sul territorio pontino. Lo fa il sindaco Damiano Coletta con una diretta Facebook insieme al direttore generale della Asl Giorgio Casati. Come si interpretano i numeri? Perché i contagi sono saliti in questo modo nell'ultimo mese? Le risposte sono ovviamente molteplici: le occasioni di vacanza hanno determinato contatti con alcuni focolai, ma è anche cresciuto sensibilmente il numero di tamponi, un fattore che permette di intercettare gli asintomatici. E poi si è abbassato, da parte di tutti, il livello di guardia.
«Fino a marzo e aprile abbiamo avuto una fase di emergenza acuta, con un numero di casi gravi importante spiega il direttore della Asl Casati - Poi siamo entrati in una fase di governo' della pandemia grazie all'effetto del lockdown che ha permesso ai focolai di spegnersi e di auto-isolarsi. Così siamo arrivati a giugno quasi in una condizione di provincia covid free, con molti giorni a contagi zero».
Infine, sono arrivate le vacanze di luglio e agosto. Nel Lazio, tanto per dare qualche numero, sono stati intercettati mille positivi provenienti dalla Sardegna. «I casi in Italia non sono solo quelli registrati ma sono un numero 20 volte superiore puntualizza - Qualcuno ha ritenuto che il virus fosse indebolito o che fosse in una fase di ritiro. Ma se moltiplichiamo per 20 i pazienti ricoverati in ospedale, arriviamo rapidamente ai dati del periodo peggiore dell'emergenza. Questa è un'evidenza concreta: il virus non si è affatto indebolito. Noi riusciamo, data una maggiore capacità di intervento, a intercettare gli asintomatici. Trentacinque casi non li abbiamo mai avuti nemmeno durante le fasi più difficili. E' evidente che le regole non vengono rispettate, quello che presumo è che alcune persone che sono positive ma non malate non rispettano le regole dell'isolamento fiduciario o che qualche soggetto che aspetta l'esito del tampone circola liberamente. Un'altra situazione che si è manifestata è il rifiuto da parte di soggetti positivi di una sistemazione diversa dal domicilio, come quella degli hotel covid. Quanto ai tamponi, con il rientro dalle vacanze la Asl di Latina è passata da 300 a 600, con i prevedibili tempi di attesa più lunghi per i pazienti. Ora in buona parte i soggetti positivi sono seguiti a domicilio, al Goretti ci sono 18 ricoverati, gli altri sono stati dirottati verso strutture romane, ma nessuno dei cittadini pontini si trova attualmente in terapia intensiva». Un ultimo accenno all'iter diagnostico. La procedura ufficiale è quella del tampone naso faringeo, a cui si affianca quella del tampone rapido. Poi l'appello: «Vacciniamoci tutti contro l'influenza, il Lazio ha fatto un grande investimento. E' gratuito e sicuro». Al suo fianco il sindaco ha ribadito l'importanza delle mascherine: «Abituiamoci a usarle come le cinture di sicurezza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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