Beni confiscati, a Latina riassegnati solo 10 su 42. Cioffredi e Malinconico: «Qui in atto rivoluzione della legalità»

Giampiero Cioffredi e Giovanni Malinconico
di Andrea Apruzzese
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Giovedì 26 Maggio 2016, 09:57

I beni confiscati alla criminalità organizzata in tutta la provincia di Latina sono 355, di cui 75 riassegnati, mentre nella città capoluogo sono stati 42, di cui 10 riassegnati. Sono gli ultimi dati del contrasto alla criminalità, illustrati da Giampiero Cioffredi, presidente dell'Osservatorio per la sicurezza e legalità della Regione Lazio, giunto ieri a Latina per l'evento dedicato, nell'ambito della campagna elettorale di Enrico Forte, candidato sindaco per il Pd, e organizzato insieme al capolista della lista del sindaco, Giovanni Malinconico. Secondo Cioffredi, «qui c'è un clan che per anni ha condizionato la vita democratica della città, ma dopo l'inchiesta si respira un'aria di rivolta civile, Latina è scesa in piazza, ci sono i germi di una rivoluzione della legalità. A Roma, dopo Mafia capitale, questa risposta non c'è stata».

Inoltre, per Cioffredi, «il contrasto alla criminalità e la battaglia di legalità non può essere delegata a magistratura e forze di polizia, che pure a Latina esprimono eccellenze importanti, ma richiede un intervento del Comune per rendere impermeabile la macchina amministrativa al contagio criminale. La risposta del sindaco non può che essere quella di rendere trasparenti amministrazione, bandi pubblici e gare». Malinconico, oggi capolista per Forte e già presidente dell'Ordine degli Avvocati, ha poi affermato che «legalità e trasparenza sono le sfide principali che questa proposta politica vuole lanciare. Le indagini in corso e le notizie di collusioni e intrecci tra una certa politica e il malaffare impongono con urgenza l'immediata attuazione di strategie che, ripristinando un sistema di regole nel Comune, impediscano ogni forma di contiguità tra amministrazioni e realtà criminali».

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