Indagine Omnia 2. La Diocesi: «Cimitero profanato, nuova benedizione»

Il sequestro da parte dei carabinieri
di Giovanni Del Giaccio
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Sabato 20 Marzo 2021, 14:35

Il cimitero di Sezze è stato profanato, come emerso dall'indagine dei carabinieri che ha portato a 11 arresti e questa mattina - sabato 20 marzo -    il Vicario Foraneo don Gianmarco Falcone, ha presieduto la nuova benedizione del luogo sacro, insieme ai parroci della città don Pier Luigi Antonetti, don Raffaele D’Elia, padre Damiano Grecu, don Gregorio Pelczar. «Tale rito riparatorio - informano dalla Diocesi di Latina - si è reso necessario a seguito della recente inchiesta giudiziaria  che ha fatto emergere gravi atti qualificabili come profanazione delle salme».

Questa mattina, intanto, i carabinieri hanno sequestrato 14 tra loculi e tombe che erano stati assegnati ad altri dalla banda che gestiva il cimitero.

Al termine del rito, il Vicario Foraneo  ha dichiarato: «Quanto accaduto nel cimitero della città di Sezze è certamente ignobile e inqualificabile, un gesto che ha sconvolto e addolorato la comunità ecclesiale di Sezze e ha ferito la dignità dell’intera comunità civile, entrambe colpite nel cuore della pietà per i defunti. La Chiesa annuncia con fermezza la fede nella morte e resurrezione di Cristo e su di essa fonda la speranza cristiana, nella certezza che tutti coloro che muoiono nel Signore risorgeranno con lui nella gloria. In questa fede la Chiesa custodisce nella sepoltura il corpo chiamato alla risurrezione, riconoscendo in tal gesto l’alta dignità del corpo umano come parte integrante della persona della quale il corpo condivide la storia. Con tale sepoltura dei corpi nei cimiteri, inoltre, si mantiene vivo e si favorisce il ricordo e la preghiera per i defunti da parte dei familiari e di tutta la comunità. Per questo ci sentiamo colpiti nel cuore, e ci uniamo al dolore e allo smarrimento dei nostri fedeli, in modo particolare di chi non ha più una tomba su cui piangere i propri cari, mentre confidiamo nell’infinita misericordia del Padre».

La benedizione è stata «un atto riparatorio per la profanazione e il sacrilegio perpetrato. Con questo atto restituiamo al santo luogo del cimitero la sua sacralità e desideriamo riportare la serenità nei cuori dei nostri fedeli, nella certezza che i fedeli defunti riposano nella pace in attesa della Risurrezione della carne. Auspichiamo la crescita di un sempre più autentico senso di umanità e di responsabilità comune, affinché atti del genere non possano mai più ripetersi, ma un popolo solidale e coeso continui a dare dignità alla centenaria storia della nostra città». 

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