Amianto, prepensionamento negato: maxi risarcimento per un operaio di Lenola

Venerdì 3 Maggio 2019 di Barbara Savodini
Una vita trascorsa a stretto contatto con l’amianto, un lungo processo per il prepensionamento negato e, infine, il risarcimento: lieto fine, se così può definirsi, per un ex operaio Cotral di 63 anni. L’uomo, di Lenola ma per anni impiegato presso la sede terracinese dell’officina meccanica della Compagnia Trasporti Laziali, ha infatti dovuto attendere la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 23 aprile per ottenere un equo indennizzo dopo essere stato costretto a lavorare per ben tre anni in più rispetto al dovuto.

Dopo il torto subito, costato all'operaio ulteriori 1.095 giorni di attività anche se nel 2010 l'officina era stata finalmente messa a norma, giustizia è stata fatta. Come da sentenza, l’Inps dovrà ora erogare tre anni di pensione non corrisposta (circa 90 mila euro lordi) oltre ad un risarcimento di 25mila euro. A spiegare i dettagli della tortuosa vicenda legale sono, in una nota, gli avvocati del 63enne Leone Grossi e Toni De Simone.
 
«Con sentenza del Tribunale di Latina, sezione Lavoro - fanno sapere  - il nostro assistito si era visto riconoscere i benefici previsti dalla legge per essere stato impiegato per oltre un decennio, dal 4 settembre del 1989 al 31 dicembre del 2010, in un'area lavorativa in cui erano presenti materiali contenenti amianto.
L'Inps, tuttavia, ha eseguito solo in parte la sentenza riconoscendo all’operaio l'esposizione all'amianto solamente fino al 1994. Da ciò ne è conseguito un pensionamento posticipato di ben tre anni, il 1 gennaio del 2015 anziché il 1 gennaio del 2012». 

Da qui la decisione del 63enne, consigliato dai suoi legali, di ricorrere prima al Tar di Latina e, successivamente, al Consiglio di Stato.
«Un risarcimento quello ottenuto con sentenza definitiva – concludono i legali - per il danno derivante dal peggioramento della qualità della vita dovuto allo stato d'ansia e stress causato dal dover continuare a prestare attività lavorativa nonostante il diritto alla pensione». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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