Al Karama, il Comune punta all'inclusione sociale dei cittadini Rom

Sabato 25 Gennaio 2020

Il campo di accoglienza Al Karama sarà completamente bonificato. Una convenzione con la Regione Lazio, che sarà firmata a breve, permetterà al Comune di Latina di trasferire gli ospiti del campo in una sistemazione temporanea nell’area adiacente l’attuale insediamento e consentirà di eseguire i lavori di bonifica autorizzati dalla Prefettura sia della nuova area sia in quella dove il campo si trova attualmente. Nella nuova area verranno installati dei moduli abitativi, che andranno ad ospitare le famiglie che accetteranno la presa in carico da parte dei servizi sociali per il periodo dei lavori.

La situazione di Al Karama è stata affrontata in commissione Welfare, venerdì mattina. I commissari in modo unanime hanno riconosciuto l'importanza di questo documento, che consentirà - oltre allo svolgimento dei lavori - di mettere al centro le persone, sostenendole in un percorso di ricostruzione delle loro vite. Alla Regione Lazio è stato anche chiesto di finanziare il progetto "Oltre il campo". 

La vice preside della commissione Welfare, Chiara Grenga (LBC), spiega: "Il progetto prevede la realizzazione di percorsi di inclusione sociale per cittadini e cittadine di etnia Rom e Sinti residenti in maniera stanziale sul territorio del comune. Consentirebbe in sostanza la creazione di percorsi di inserimento: costruirsi una vita al di fuori del campo, trovare lavoro, studiare, vaccinare i bambini, curarsi e tutte ciò che è necessario per una persona per poter vivere "inclusa" nella comunità".

"Dal 2016 a oggi - spiega ancora la consigliera - sono cose che siamo riusciti a portare avanti come amministrazione comunale grazie al supporto di numerose associazioni come la Casa dei diritti sociali, Emergency, la Croce Rossa Italiana, che ringraziamo. Questa amministrazione fin dai primi mesi del suo mandato di governo, tramite il settore Welfare e il lavoro congiunto di tre assessorati, ha rimesso lo sguardo su Al Karama attraverso una ricostruzione paziente della storia dei luoghi e delle persone che ne facevano e ne fanno parte. Si tratta tuttora di una matassa  ingarbugliata, ma quello che non è mai mancato è stato il dialogo con le persone, con questa "comunità nella comunità". Sono state effettuate le vaccinazioni più importanti ai bambini e alle bambine grazie ad un presidio per le cure di base sempre a disposizione e all'ottenimento da parte dei genitori di documenti per l'identificazione, è ripresa per loro la scolarizzazione da tempo interrotta. Con la convenzione con la Regione Lazio questi interventi potranno diventare ancora più strutturali".

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