Sabaudia, 410 test sierologici agli indiani, 12 positivi

Giovedì 30 Luglio 2020 di Laura Pesino
Dopo i primi casi positivi nella comunità la Asl è corsa ai ripari e ha sottoposto al tampone i primi 200 indiani che gravitano nella zona di Sabaudia. Il campanello d'allarme era stato il primo caso di un cittadino rientrato dal proprio Paese di origine, poi una funzione religiosa a cui aveva partecipato una persona risultata positiva, in seguito la scoperta di un giornalista individuato come l'unione tra due diversi link epidemiologici e il caso del bengalese contagiato che aveva viaggiato da Roma a Sabaudia per vendere la merce sulle spiagge, prendendo treno e autobus del Cotral.

I casi di positività al covid si sono infine estesi a familiari e conviventi dei primi contagiati, con il rischio concreto che il virus potesse dilagare ancora, con conseguenze catastrofiche, tra la popolazione di invisibili delle campagne dell'agro pontino. Così, dopo i primi 200 tamponi effettuati nei giorni scorsi, l'azienda sanitaria locale ha compiuto un ulteriore, immane sforzo: richiamare altri centinaia di cittadini indiani per sottoporli a test sierologico rapido con prelievo venoso.

Tutto era stato programmato da alcuni giorni e grazie al personale sanitario della Asl e alle Uscar (Unità speciali di continuità assistenziale regionale) arrivate da Roma l'esame è stato eseguito nel giro di una mattinata su 410 cittadini riuniti a Bella Farnia, dove si concentra e lavora la comunità più numerosa. Il risultato è che solo 11 di loro sono risultati positivi agli anticorpi del covid e dunque già sottoposti al tampone per verificare se il contagio è in atto.

Gli stessi resteranno ora in quarantena obbligatoria nei propri domicili fino all'arrivo dei risultati. I primi esiti sui sierologici dimostrano comunque che la percentuale di chi è entrato in contatto con il coronavirus è ancora molto bassa, ma la situazione va tenuta sotto stretta osservazione perché si stima che sull'agro pontino vivano e lavorino circa 20mila braccianti stranieri, molti dei quali non censiti e per questo difficili da raggiungere e certamente più a rischio.

E' possibile dunque che gli screening sanitari sulla popolazione straniera continuino anche nelle prossime settimane, con il supporto del capo della comunità indiana che ha aiutato in questi giorni la Asl a diffondere il messaggio sul territorio e a radunare i connazionali, molti dei quali, per lo più commercianti e con posizioni regolari sul territorio, hanno già autonomamente raggiunto in questi giorni la postazione per i tamponi drive-in allestita all'esterno dell'ospedale Goretti di Latina. Ultimo aggiornamento: 12:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA