CORONAVIRUS

Virus, la riscossa dei borghi: l'esempio di Parrano dove la vita è come prima della pandemia

Martedì 5 Maggio 2020 di Alberto Gentili
Il borgo di Parrano, foto di Elena Volterrani

Svuotati dal Dopoguerra in poi, dissanguati dalle città paesano dopo paesano, la pandemia ha donato, a sorpresa, ai borghi un presente e una prospettiva di futuro. Parrano, a metà strada tra Roma e Firenze, a 15 km dall’uscita di Fabro della A1, è uno di questi Comuni sorpresi e baciati dai nuovi e inquietanti tempi.

Prima dell'epidemia Parrano era uno dei tanti paesetti dell'Umbria un po' in disparte. Belli ma svuotati: appena 505 abitanti, età media da record. Con l'epidemia è invece diventato un rifugio sicuro: nessun contagio tra le mura e neppure nei paesini vicini. Controllo sociale assoluto, quasi come in famiglia: si saprebbe in un'ora se il virus ha violato il confine e affetto un concittadino. E immediatamente scatterebbe l'allarme.

Così qui il conavirus di fatto non ha cambiato la vita. O quasi. Certo, tutti girano con la mascherina e anche qui sono rispettate le regole restrittive. Ma non ci sono file ai supermercati. Non si attende più di un minuto per entrare in farmacia o dal fruttivendolo. I carabinieri di Fabro che pattugliano il territorio, riconoscono da lontano se un'automobilista sta violando i precetti del lockdown, conoscendo lavoro e abitudini di praticamente tutti i cittadini.

Parrano è un paesino medievale che vive il presente e guarda al futuro: la connettività, grazie al piano per la banda ultra larga voluto dal sindaco Valentino Filippetti, tra qualche giorno sarà a 100 megabite. E ci si connetterà meglio da qui che in gran parte di Roma: location perfetta per il telelavoro quando sarà permesso di uscire dalla Regione di residenza, anche perché il Comune ha organizzato una sala per il co-working. Poi, nella prospettiva di un ritorno verso i borghi nel segno dell'ecosostenibilità, il sindaco da qualche tempo sta incentivando l'uso delle biciclette (noleggiate gratuitamente) e delle auto elettriche.

Borgo antico, con presenze fin dal Peleolitico e una storia fatta di conti e guerre, grazie alla scarsità degli insediamenti industriali e alla presenza del parco del Monte Peglia con i suoi 10mila ettari di bosco, Parrano è tra i tre Comuni umbri con la migliore qualità dell'aria. Tant'è, che l'Unione europea l'ha inserito nella riserva mondiale della biosfera. E anche della biodiversità, con il gufo reale, la lontra, poiane, daini, caprioli e fin troppi lupi.

Qui Vittorio Valletta decise di rifugiarsi durante la Seconda Guerra. Comprò il castello e per comodità, quando venne realizzata l'Autostrada del Sole, fece costruire l'uscita di Fabro. Per poi creare una delle riserve di caccia più grandi d'Europa. Ora questo borgo non è più frequentato dagli industriali e dai ricconi di un tempo. E' tornato il paese che è sempre stato, dove la gente vive soprattutto di mestieri. E dove si attende il termine della pandemia consapevoli che quello che per decenni è stato solo l'odiato isolamento, nell'era del coronavirus si potrebbe rivelare una fortuna. Poca gente, pochi contagi. E una vita pressoché normale.

Ultimo aggiornamento: 17:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA