Vicenza, il giudice profetico su Zlatan Vasiljevic dopo l'arresto nel 2019: «Non si fermerà qui». Alla moglie disse: «Ti cavo gli occhi»

L'uomo che ha ucciso l'ex moglie e la compagna e poi si è ucciso aveva il divieto di avvicinarsi alla prima vittima. Gli amici: "Una morte annunciata"

Vicenza, il giudice profetico su Zlatan Vasiljevic dopo l'arresto nel 2019: «Non si fermerà qui». Alla moglie disse: «Ti cavo gli occhi»
di Valeria Di Corrado
3 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Giugno 2022, 07:16 - Ultimo aggiornamento: 10:46

Il sangue freddo con cui Zlatan Vasiljevic ha ucciso l'ex moglie scaricandole addosso 6 o 7 colpi di pistola e poi, non pago di sangue, ha fatto fuoco anche contro la sua nuova compagna. La fuga da film in auto sulla tangenziale di Vicenza, con tanto di bombe a mano lanciate per strada per seminare la polizia che lo inseguiva. E poi la sua provenienza geografica: l'ex Jugoslavia. Sono questi alcuni degli ingredienti della drammatica giornata di ieri, conclusasi con la morte di tre persone (compreso il killer), che hanno fatto tornare alla mente l'agire criminale del serbo Norbert Feher, conosciuto da tutti con il soprannome di Igor il Russo, ritenuto colpevole di 5 omicidi (3 commessi in Spagna e 2 in Italia) e condannato all'ergastolo in entrambi i Paesi. Per catturare il fuggitivo di Budrio furono mobilitati centinaia di uomini, reparti speciali e fu istituita una zona rossa. Igor era un paramilitare, capace di stare nascosto in un buco per interi giorni, e pronto a uccidere chiunque cercasse di ostacolarlo.
Zlatan Vasiljevic (anche lui 41enne come Igor) è stato invece mosso, come avviene in quasi tutti i femminicidi, dalla follia del possesso di una donna, dalla gelosia, dalla violenza, dall'incapacità di accettare la fine di un rapporto. Nato a Doboj, una città nel nord della Bosnia ed Erzegovina, Vasiljevic viveva ad Altavilla Vicentina e al momento non aveva un'occupazione. A partire da giugno 2007 aveva lavorato come camionista per l'azienda padovana di autotrasporti Busatta&Cecchin, dalla quale era stato licenziato nel 2012. Ne era nato un contenzioso, con successivo reintegro deciso dal giudice del lavoro di Padova.

Vicenza, uccide la ex in strada e, dopo ore di fuga, anche la nuova compagna. Poi si toglie la vita. Esplosivi nell'auto del killer

L'arresto nel 2019

Il 26 marzo 2019 fu invece arrestato dai carabinieri della Stazione di Altavilla Vicentina e recluso nella casa circondariale Del Papa, su ordine del gip del Tribunale di Vicenza con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni e violenza sessuale nei confronti della moglie, Lidia Miljkovic, che ieri ha ucciso. Il 13 febbraio 2019 l'aveva afferrata per il collo e minacciata di morte con un coltello che le aveva infilato in bocca, per poi scaraventarla a terra. Un mese dopo, di notte, mentre erano in camera da letto, le aveva urlato: «Ti uccido, ti cavo gli occhi», per poi costringerla ad avere un rapporto sessuale. «Vasiljevic persevera nelle sue condotte maltrattanti e violente ormai da diversi anni - si legge nell'ordinanza di arresto firmata dal giudice Barbara Trenti - Tale perseveranza, unitamente all'abuso di alcolici e alla sua incapacità o comunque mancanza di volontà di controllarsi pure in presenza dei figli minori, costretti ad assistere a continue vessazioni ai danni della madre, consente di ritenere altamente verosimile il verificarsi di nuovi episodi di violenza, tanto più in ragione delle tendenze controllanti e prevaricatorie dimostrate dall'indagato che potrebbero subire un'escalation in termini di gravità e condurre a tragiche conseguenze». Quelle che sono arrivate ieri, nonostante l'uomo avesse l'ordine di non avvicinarsi all'ex.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA