Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Vicenza, uccide la ex in strada e, dopo ore di fuga, anche la nuova compagna. Poi si toglie la vita. Esplosivi nell'auto del killer

La vittima è una donna di 42 anni di origine serba

Vicenza, donna di 42 anni uccisa in strada a colpi di pistola dall'ex compagno: l'uomo è in fuga
di Valeria Di Corrado
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 8 Giugno 2022, 10:52 - Ultimo aggiornamento: 9 Giugno, 08:27

L’odio per le donne e l’accecante gelosia del possesso hanno armato la mano di un uomo diventato l’assassino della sua ex moglie e dell’attuale compagna, che alla fine, dopo una fuga in stile Rambo, ha deciso di uccidersi. Un copione già visto nella tragica e ripetitiva casistica dei femminicidi, ma che questa volta ha provocato ben due vittime in un colpo solo.


IL PRIMO DELITTO
Il primo delitto avviene nella mattinata di ieri, nel quartiere Gogna, una zona boscosa a sud di Vicenza: è qui che una donna trova a terra, in una pozza di sangue, il corpo di Lidia Miljkovic, 42 anni, di origini serbe e residente a Schio. Doveva prendere servizio come domestica in una delle villette della zona, dopo aver accompagnato a scuola la sua figlia più piccola. L’ex marito ha atteso che scendesse dalla sua auto e poi ha sparato 6 o 7 proiettili con una pistola semiautomatica che deteneva illegalmente, lasciandola agonizzate sull’asfalto. 

Rimini, uccide la moglie e ferisce la figlia di 27 anni che la difende. La ragazza è in ospedale

Il duplice omicidio 

Lidia Miljkovic, chi era la donna uccisa in strada dall'ex a Vicenza: un passato con diverse violenze subite

Lidia e Zalatan 

Via Vigolo a Vicenza (foto da Streetview)

 

Daniele Bedini, chi è il presunto killer delle prostitute di Sarzana. «Forse ha voluto eliminare la testimone del primo omicidio»

Alcuni abitanti hanno sentito i colpi, mentre una vettura si allontanava di corsa. Sul posto sono arrivati gli investigatori della squadra mobile di Vincenza. Subito la pista seguita è stata quella del femminicidio. Lidia era perseguitata già dal 2011 da Zalatan Vasiljevic, bosniaco di 41 anni, dal quale aveva avuto due figli (Nikola, 16 anni, e Lena, 13 anni) e con cui aveva convissuto ad Altavilla Vicentina fino al 2019, quando lo fece arrestare dopo aver presentato una nuova denuncia per maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale. La donna si era quindi trasferita con i bambini a Schio, nella casa dei suoi genitori. Lui scriveva su Facebook: «Nessun rapporto è perfetto, si litiga, si attraversano momenti difficili, ma se l’amore è vero... si supera tutto!».


Ieri mattina i due si sarebbero dovuti incontrare per andare da un avvocato a sistemare alcune questioni legate alla loro ex abitazione. Zlatan però è arrivato all’appuntamento con l’intenzione di uccidere. Il titolare della ditta di catering per cui lavorava Lidia, la Food&co, ricorda che l’uomo «le aveva fracassato il cranio» causandole ferite gravi e poi l’aveva pure denunciata con una scusa: il presunto abbandono dei figli. Nel 2019 era stato emesso dal giudice il divieto di avvicinamento all’ex moglie.


L’INSEGUIMENTO
Il Questore di Vicenza, Paolo Sartori, ha subito coordinato la “caccia all’uomo” e ha fatto prelevare da scuola i figli dell’uomo per metterli in sicurezza assieme ai genitori della donna. Sono intervenuti anche i corpi speciali e per le ricerche si è alzato in volo un elicottero, mentre la polizia ferroviaria pattugliava la zona boschiva che si trova ai piedi di Monte Berico, fino alla vicina linea ferroviaria e all’autostrada A4 Venezia-Milano. Sono state almeno 4 le ore di tensione intorno al capoluogo berico, con un epilogo che ha aggiunto tragedia alla tragedia. 


Intorno alle ore 16 una pattuglia ha notato un’automobile ferma in una piazzola di sosta lungo la Tangenziale Ovest della città, parallela alla A4, in zona Campedello, a pochi chilometri dal luogo del primo delitto. Gli agenti si sono avvicinati, e hanno fatto un’altra macabra scoperta: dentro c’erano due cadaveri: uno era quello di Zlatan, e al suo fianco quello di una donna, poi identificata come la sua attuale compagna, una giovane venezuelana. La vettura era carica di valigie, segno che i due avevano l’intenzione di fuggire, ma qualcosa poi probabilmente è andato storto. L’ipotesi più probabile è che l’omicida abbia sparato alla nuova convivente, e poi alla fine abbia rivolto l’arma contro se stesso, togliendosi la vita.

Ma non è nemmeno escluso che abbia ucciso prima la sua compagna dell’ex moglie e si sia portato dietro il cadavere. Le “teste di cuoio” hanno rotto i finestrini per controllare l’interno dell’auto e hanno visto le schegge di alcune granate, per cui si è reso necessario l’intervento degli artificieri. Una delle bombe a mano è stata lanciata nello spartitraffico dell’autostrada A4 e un’altra in mezzo alla carreggiata. In quel momento transitava una macchina che è rimasta colpita di striscio dall’esplosione: si sono rotti i vetri e distrutta una fiancata.


LE ARMI
Saranno le indagini ad accertare come il killer si sia potuto procurare due pistole e tre granate di provenienza jugoslava, nonostante i suoi precedenti giudiziari e il suo trascorso in carcere. L’ipotesi è che possa essersi approvvigionato al mercato nero delle armi residuate dal conflitto dell’ex Jugoslavia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA