Viadotto Buzza A20 Messina-Catania sequestrato per rischio crollo, 6 indagati. Nel 2018 la segnalazione di un automobilista

Mercoledì 20 Maggio 2020
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Viadotto Buzza A20 Messina-Catania sequestrato per rischio crollo, 6 indagati. Nel 2018 la segnalazione di un automobilista
Sequestrato perché giudicato a rischio crollo il viadotto Buzza dell'autostrada A20 Messina-Catania (carreggiata con direzione Messina-Palermo, compresa tra il km 119+620 e il km 120+840), nel territorio del Comune di Caronia. Gli agenti della polizia stradale di Sant'Agata Militello (Messina) hanno dato esecuzione a un decreto emesso dal gip di Patti, Eugenio Aliquò, su richiesta dei sostituti procuratori Giorgia Orlando e Federica Urban. Le indagini che hanno portato al provvedimento sono scattate dopo la segnalazione di un automobilista su una situazione di pericolo e di potenziale dissesto del viadotto.

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Attualmente risultano inscritti nel registro degli indagati sei funzionari del Consorzio autostrade siciliane (Cas). In particolare, si tratta dei direttori generali dell'ente e dei responsabili delle singole aree autostradali, succedutisi negli anni, che «non avrebbero provveduto alla manutenzione e al ripristino a regola d'arte della struttura, omettendo di effettuare i lavori necessari per rimuovere le relative, potenziali situazioni di pericolo». Il decreto di sequestro preventivo ha interessato il viadotto autostradale lato mare, posizione nord, su cui poggia la carreggiata autostradale con direzione Messina - Palermo.

Rimane, invece, libero da vincoli e aperto al traffico il viadotto parallelo esistente nel medesimo tratto, su cui poggia la carreggiata autostradale con direzione inversa Palermo - Messina, sulla quale si svolge attualmente tutta la circolazione veicolare, con doppio senso di marcia.

Nel dicembre del 2018, dopo la segnalazione di un automobilista, i vigili del fuoco del Comando provinciale di Messina effettuarono un sopralluogo. Emerse che i basamenti superiori in calcestruzzo su cui poggia il viadotto e l'intero asse viario erano fortemente 'disassati', fuoriusciti e disallineati rispetto ai pilastri portanti (cosiddetti plinti) del viadotto stesso, «con la concreta possibilità di uno 'scarrellamento' del singolo plinto rispetto all'appoggio ed all'asse viario», spiegano gli investigatori.

Il consulente tecnico nominato dalla Procura di Patti, Franco Buontempi, dell'Università La Sapienza di Roma, al termine di complesse indagini tecniche effettuate anche con l'ausilio di alcuni droni, insieme ai vigili del fuoco e alla Polstrada per valutare la sicurezza e la vulnerabilità dell'infrastruttura, ha accertato i «chiari segnali di dissesto e di abbandono» che il viadotto 'Buzza', nella carreggiata con direzione Messina - Palermo, mostra.

«Le indagini tecniche hanno evidenziato come lo stato del viadotto, alla luce della grave situazione di disassamento-disallineamento dei suoi basamenti dai pilastri portanti - spiegano dalla Procura di Patti che ha disposto il sequestro - debba essere corretto immediatamente per scongiurare il rischio serio e concreto di cedimento immediato e di collasso dell'intera struttura».

Secondo il consulente, il cedimento potrebbe verificarsi, in primo luogo, a seguito di un evento sismico anche di bassa portata. Un rischio concreto in una zona classificata come a pericolosità sismica medio-alta. Ma un cedimento potrebbe dipendere anche da «azioni ambientali usuali», ossia semplici eventi atmosferici naturali come «variazioni termiche».
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