Verona, cinque calciatori della Virtus indagati per presunto stupro di una ventenne. I tifosi: «Sospendeteli»

Verona, cinque calciatori della Virtus indagati per presunto stupro di una ventenne. I tifosi: «Sospendeteli»
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Cinque calciatori accusati di stupro da una ventenne di Verona, città in cui adesso i tifosi chiedono di sospendere i giocatori in attesa che la giustizia faccia il proprio corso. Non attendono neppure la data del 5 maggio, quando in contraddittorio, davanti al gip Paola Vacca, saranno esaminati sei filmati presi dai cellulari, i tifosi della Virtus Verona per emettere il loro giudizio sui cinque calciatori professionisti accusati di violenza sessuale nei confronti di una studentessa universitaria 20enne. I fatti risalgono al gennaio 2020 e sarebbero avvenuti in un appartamento di Verona: secondo quanto denunciato dalla ragazza, un compagno di istituto l'ha attirata in un appartamento con una scusa e qui si è trovata davanti ad altri quattro compagni di squadra della Virtus, società di serie C.

Con la scusa di un gioco di carte alcolico, la vittima, sostiene il pm Elisabetta Labate, sarebbe stata fatta ubriacare e poi violentata a turno dai cinque. Opposta la versione fornita dai calciatori, tra i 21 e i 28 anni, nel corso della prima udienza preliminare: si sarebbe trattato di sesso consenziente, senza nessuna violenza e senza l'uso di alcol, al massimo qualche birra e gin e lemon.

Il fatto ha destato molto clamore a Verona e il popolo del pallone si è schierato con la vittima. «Siamo scioccati, indignati e molto arrabbiati di apprendere dai mass media che cinque giocatori della Virtus Verona siano indagati per un presunto stupro ai danni di una ragazza» scrive, in una nota sulla propria pagina Facebook, il gruppo Virtus Verona Rude Firm 1921, tifoseria organizzata della squadra. La Virtus Verona e i suoi supporter, spiegano, «da sempre di vantare con orgoglio la difesa dei diritti umani, sempre schierati contro ogni razzismo, discriminazione, violenza sulle donne e sempre dalla parte di tutte quelle categorie di persone meno tutelate e rispettate. Come tifosi Virtussini - rincarano - chiediamo pertanto alla società chiarimenti e l'immediata sospensione da tutte le attività sportive dei giocatori coinvolti nella vicenda, che rientrino ancora nella rosa della squadra, fino a che non venga fatta chiarezza da parte della magistratura». Non sono solo i fan a volere che non vi siano sospetti di contiguità tra gli accusato e la squadra.

La Virtus Verona precisa che quanto avvenuto è «una vicenda di natura privata, avvenuta al di fuori del contesto sportivo e per la quale la giustizia sta facendo il suo corso». La società, prosegue la nota, una volta venuta a conoscenza delle accuse, «ha mostrato da subito sensibilità e attenzione limitandosi contestualmente a quanto strettamente di competenza, riponendo massima fiducia nella magistratura, ritenuta l'unica in grado di giudicare». Ancora più esplicito Francesco Ghirelli, Presidente della Lega Pro: «La vicenda - sottolinea - mi turba come dirigente sportivo e come uomo di famiglia».

Ammette che non avrebbe mai voluto apprendere «una simile notizia, da dirigente perché vengono messi in discussione valori come il rispetto dell'altro, che noi professiamo anche fuori dal campo». E aggiunge che «c'è al contempo un risvolto umano: penso anche alle famiglie della giovane donna e dei calciatori, ai loro amici, alla loro rete sociale, al Presidente della Virtus e al club. Penso al turbamento e all'angoscia che stanno provando - conclude - sentimenti che al di là del percorso processuale segneranno per sempre la loro esistenza». 

Sabato 24 Aprile 2021, 20:01
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