Giallo sul patrocinio del governo al Congresso mondiale delle famiglie. Palazzo Chigi: logo revocato. Ma Fontana smentisce

Imbarazzo Palazzo Chigi, revocato il logo al Congresso mondiale delle famiglie
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Martedì 12 Marzo 2019, 17:08 - Ultimo aggiornamento: 20:47

È di nuovo scontro nel governo sul caso del patrocinio di Palazzo Chigi al Congresso mondiale delle famiglie che si terrà a Verona il 29 marzo. L'Esecutivo, parlando di «iniziativa autonoma del ministro della famiglia Lorenzo Fontana», ha fatto sapere di aver revocato il patrocinio ma il dicastero di Fontana smentisce: «Non c'è stata alcuna revoca». 

Già nei giorni scorsi Palazzo Chigi aveva preso le distanze dalla manifestazione scrivendo in una nota che si trattava «di una iniziativa autonoma del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana attraverso procedure interne agli uffici e che non hanno coinvolto direttamente la Presidenza del Consiglio». E quindi evidente che è in corso nel Governo un braccio di ferro tra i Pentastellati ed i Leghisti visto che il ministro della Famiglia non sarebbe l'unico ad aver appoggiato l'iniziativa poichè sulla pagina web del Congresso viene citato «il supporto del vice premier Matteo Salvini, del Governatore della Regione Veneto Luca Zaia e del sindaco Federico Sboarina».

La notizia della revoca era stata accolta con grande entusiasmo dagli esponenti della sinistra come il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, deputato di Liberi e Uguali, dalla deputata Veronese Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico e dalla senatrice dem Monica Cirinnà che sulla vicenda aveva presentato una mozione in Senato e anche dalla deputata Giuditta Pini che aveva firmato un'interrogazione.

Ma la revoca era stata salutata con favore soprattutto dall'associazionismo che l'ha considerata «una grande vittoria» anche per le oltre 55 mila persone - come ha ricordato la presidente dell'Arci Francesca Chiavacci - che hanno firmato una petizione contro un Congresso che «alimenta odio e discriminazione» per chiedere «a tutte le Istituzioni di ritirare il sostegno al Congresso internazionale delle Famiglie». Petizione promossa dell'Arci nazionale insieme ad Arcigay, Agedo, Certi diritti, Mario Mieli, Famiglie arcobaleno e insieme all'organizzazione mondiale per l'uguaglianza 'All out'. Associazioni che a prescindere dalla posizione che il Governo assumerà in ogni caso il 30 novembre si sono date appuntamento a Verona.


Vicepremier, ministri e patriarchi tra i relatori del Congresso. Previsti gli interventi del vicepremier Matteo Salvini al Congresso mondiale delle famiglie, dello stesso ministro per la Famiglia Fontana, del ministro dell'Istruzione Bussetti e poi di Capi di Stati, Segretari di Stato, arcipreti e patriarchi.





«Posizioni oscurantiste e liberticide». «Se alcuni ministri si sentono vicini a tali posizioni oscurantiste e liberticide è giusto che se ne prendano la responsabilità e partecipino a titolo personale. Sono certa che questo giusto atto di palazzo Chigi contribuirà a svelenire il clima e a consentire uno svolgimento tranquillo delle contromanifestazioni già indette il 30 marzo a Verona», ha detto la senatrice del Pd, Monica Cirinnà, alla notizia della revoca del logo.



«La decisione della Presidenza del Consiglio dei Ministri di ritirare il logo al Congresso delle Famiglie di Verona è una vittoria non solo del Pd, che insieme alle opposizioni al Senato aveva presentato una mozione in tal senso, ma di tutte le cittadine e i cittadini democratici che credono nel rispetto della Costituzione», dice la veronese Alessia Rotta, sempre del Partito Democratico. «Nessun riconoscimento, nessuno spazio», commenta Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, «a chi vuole riportare la condizione delle donne del nostro Paese al Medioevo
».

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