ACQUA ALTA VENEZIA

Mose Venezia, M5S attacca: opera inutile ma ormai va completata

Mercoledì 13 Novembre 2019
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Mose Venezia, M5S attacca: opera inutile ma ormai va completata

Mentre Venezia è alle prese con una acqua alta eccezionale che ha già causato due morti e danni tanto ingenti da essere definiti dal governatore del Veneto Luca Zaia «inimmaginabili», monta la polemica sul Mose, l'enorme sistema di dighe finito al centro di inchieste giudiziarie, progettato per proteggere la città da maree fino a 3 metri ma il cui completamento è previsto per il 31 dicembre 2021. Un'opera «inutile», attacca M5S Veneto sul Blog delle Stelle. Salvo poi trovarsi sostanzialmente d'accordo con tutte le altre forze politiche sul fatto che il sistema di dighe vada ormai portato a termine.

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«Cosa deve ancora accadere affinchè capiamo tutti che così non si può andare avanti? - li legge sul post del Blog delle Stelle - Ieri in poche ore Venezia è stata devastata dalla marea, spinta da venti mai visti prima. Ma noi che facciamo? Rispondiamo col Mose. Un'opera concepita negli anni '80, già allora giudicata folle e inutile da mezzo mondo, che doveva entrare in funzione 16 anni fa, è ancora ferma e nel frattempo è costata sette miliardi, al netto delle tangenti. Ora siamo seri, svegliamoci dall'incubo. Questo Mose che è costato lacrime e sangue, finiamolo e facciamolo funzionare per quanto potrà. Non possiamo permetterci un inutile rottame in laguna».

Le quattro barriere composte da 78 paratie mobili del Mose sono già state ultimate. «Chiediamo al governo di partecipare e di capire a che livello è l'organizzazione del Mose, perché qui si rischia veramente di non farcela più. Domani chiederemo lo stato di calamità. Chiediamo che ci diano una mano perché i costi sono tanti». «Se il Mose ci fosse stato avrebbe evitato questa marea eccezionale», ha detto il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. «Siamo a tanto così per finire» ha ricordato. «Servono delle risorse e delle idee chiare. Il Mose è stato iniziato e va finito. Il Mose non sono solo le paratie è il sistema a terra che va finito». «In rappresentanza dei cittadini mi chiedo - ha aggiunto - è possibile che non ci siano le fognature? Che ci sia un sistema antincendio fatto a metà?». Brugnaro ha ricordato inoltre che il Mose viene gestito dallo Stato, «e la città non è mai stata coinvolta».

«Ho parlato con il sindaco Brugnaro e con la Protezione Civile - ha scritto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà su Twitter - L'attenzione del Governo è rivolta alla città di Venezia. Pochi giorni fa ho parlato con il Ministro delle Infrastrutture De Micheli. A giorni arriverà la nomina del commissario al Mose che va finito il prima possibile».

Il leader della Lega, Matteo Salvini, a Mattino 5: «Il Mose è pronto ad entrare in azione ma servono 100 milioni per la manutenzione annua. Uscito da qui andrò al Senato per un emendamento alla manovra per trovare questi soldi, per mettere in sicurezza un patrimonio non italiano, ma mondiale». Salvini chiede inoltre che per l'emergenza a Venezia «si utilizzi subito uno dei tre miliardi che il governo vorrebbe regalare a chi paga con bancomat o carta di credito».

Il gruppo di Forza Italia al Senato in una mozione al governo depositata questa mattina chiede «al governo un intervento urgente per riconoscere subito lo stato di calamità naturale per Venezia e i comuni del litorale veneziano. Ma soprattutto chiediamo che il tempo finora perso per il completamento e la messa in funzione del Mose venga immediatamente recuperato. Tutto ciò sarà possibile solo avviando l'iter della nuova legge speciale per Venezia. Forza Italia è da sempre fortemente convinta della necessità di dotare la città di Venezia e tutto il suo patrimonio di un'opera ingegneristica quale il Mose. Quello che è accaduto la scorsa notte non deve più ripetersi. Chiediamo che il governo ci dica subito cosa intende fare per sbloccare questa opera infrastrutturale strategica indispensabile».

Intanto i commercianti dell'Ascom di Venezia stanno valutando di adire le vie legali a carico del Consorzio Venezia Nuova concessionario unico per la realizzazione del Mose alla luce dei danni subiti per l'acqua alta eccezionale. «La città è in ginocchio. Non si sa quando si potrà tornare alla normalità e in molti hanno perso tutto - dice il presidente di Confcommercio Ascom Venezia Roberto Magliocco -. I danni ai negozi sono ingentissimi, sott'acqua non solo la merce, ma sono saltate le prese elettriche, da buttare computer e registratori di cassa, senza contare i banchi frigo e i macchinari pesanti, vedi per esempio quelli dei panificatori». «Ci auguriamo che il governo recepisca prontamente la richiesta di stato di calamità naturale avanzata dal sindaco Luigi Brugnaro - continua Magliocco - e dia un fondo cospicuo alla città in tempi rapidi, non il solito rimborso del 10, 20% che arriva dopo anni. Stiamo valutando di passare alle via legali e fare causa al Consorzio Venezia Nuova perché il Mose non è stato in grado di gestire la sicurezza».
 

 
 

Ultimo aggiornamento: 18:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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