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Venezia, la figlia di 2 anni muore per una malattia rara: nel 2018 i genitori avevano perso un altro figlio di 16 mesi

Un'altra tagedia per Gloria Rossetto e Stefano Prataviera: la giovane coppia aveva perso, a metà novembre del 2018, il piccolo Tommaso.

TRAGEDIA L ospedale di Padova dove la bimba era in cura per la grave malattia
di Fabrizio Cibin
3 Minuti di Lettura
Domenica 14 Agosto 2022, 09:54 - Ultimo aggiornamento: 13:11

SAN DONA’ - La piccola Greta ha raggiunto il fratellino Tommaso. Ora sono due angioletti che vegliano su mamma e papà. E’ un altro macigno, quello che è caduto addosso a Gloria Rossetto e Stefano Prataviera: la giovane coppia aveva perso, a metà novembre del 2018, il piccolo Tommaso; aveva 19 mesi ed è stato strappato alla vita da una malattia rara, di cui non si sapeva neppure il nome e non se ne conosceva l’origine. Ed ora se ne è andata anche Greta, di appena due anni. Era ricoverata all’ospedale pediatrico di Padova. Ed anche lei per una malattia. Un destino crudele, quello che ha colpito, in poco tempo, la coppia. Quarant’anni lui, trentasei lei, rispettivamente metalmeccanico ed impiegato, originari di San Stino di Livenza e San Donà di Piave, Stefano e Gloria si erano sposati nel 2014. Dal loro amore nasce Tommaso, bambino bellissimo e con un sorriso straordinario, che neppure la malattia era riuscito a togliergli. I primi sintomi importanti quando aveva 11 mesi; da quel momento è iniziato il percorso medico, che però non ha dato gli esiti sperati. Poi è nata Greta, dolcissima e anche lei con un sorriso coinvolgente. Ma anche Greta si è dovuta arrendere alla malattia. Per un altro duro colpo per la sua famiglia. 

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Le testimonianze d'affetto

In tanti, da tutto il territorio, hanno già espresso un pensiero alla coppia, anche attraverso il profilo facebook dell’impresa funebre Zanini. Mamma e papà che hanno chiesto di rispettare il loro dolore, stringendosi per cercare di superare, per quanto possibile, questo terribile momento. I funerali saranno celebrati mercoledì, alle 15.30, in Duomo. «Perdere un figlio può rappresentare un momento di grande impotenza - interviene la dottoressa Petra Visentin, psicologa - qualcosa alla quale non sappiamo dare un senso. Perdere due figli è un’esperienza ancora più innaturale e straziante. In questa situazione è ancora più determinante la rete di relazioni e di aiuto che si ha a disposizione nel contesto familiare, amicale e sociale. Il dolore per la morte di un figlio è un dolore che non si acquieta mai del tutto, rivivere tale evento è lacerante. C’è bisogno della possibilità di raccontare la rabbia, l’angoscia, di vederle riconosciute e legittimate. Da lì in avanti - conclude la psicologa - si può provare a cambiare, a diventare diversi, un po’ alla volta. Ma a chi ha subito un lutto come questo non serve né dire quello che deve, né quello che non deve fare, serve rispetto per quanto sta affrontando». 
 

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