Venezia, torna l'acqua alta. Turisti in fuga, gli albergatori: «Tornate, non c'è pericolo»

Venezia, torna l'acqua alta. Turisti in fuga, gli albergatori: «Tornate, non c'è pericolo»
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Sabato 21 Dicembre 2019, 08:57 - Ultimo aggiornamento: 09:07

L'acqua alta a Venezia si è presentata anche oggi toccando i 120 centimetri sul medio mare alle ore 7.40 al di sotto di una previsione, stimata ieri dal Centro maree del Comune, in 130 centimetri.

Si tratta comunque di una marea molto sostenuta, codice arancio, che ha interessato tra il 37% e il 46% del suolo del centro storico lagunare a cominciare da Piazza San Marco. Il fenomeno si ripresenterà domani, secondo il Centro maree del Comune di Venezia, quando è prevista un'acqua alta di 130 centimetri sul medio mare alle ore 7.35, anche in questo caso un codice arancio.

Novembre è stato un mese difficile per il turismo a Venezia: -50% nelle prenotazioni per Capodanno, dovuto in gran parte alla grande diffusuione mediatica della piena. Vittorio Bonacini, presidente di Ava, Associazione Veneta Albergatori ha lanciato l’allarme in un incontro alla stampa estera: «La percezione di molti stranieri, che sono il 90% dei nostri arrivi turistici, è stata quella di uno tsunami, ma in realtà l’emergenza dell’acqua alta è durata solo una manciata di ore, creando – questo sì – molti danni materiali che solo per le strutture ricettive ammontano a circa 30 milioni di euro, ma il giorno dopo il fenomeno anomalo del 12 novembre, tutto è tornato alla normalità».

«I cittadini di Venezia, gli imprenditori e i loro collaboratori hanno fatto un lavoro incredibile e per chi visita la città non c'è alcun disagio né pericolo. Tuttavia da metà novembre si vive un calo di prenotazioni senza precedenti, con una flessione che non si è registrata nemmeno in seguito all'attentato alle torri gemelle, che si aggiunge alle cancellazioni che si stanno rivelando inarrestabili anche per i primi mesi del 2020. Nel primo mese abbiamo avuto un picco del 45% di disdette, mentre si continuano a cancellare eventi, convegni e altri importanti appuntamenti programmati in città fino alla prossima primavera. Se il Natale non è mai stato un periodo da tutto esaurito, un dato eclatante è quello del Capodanno: se l'anno scorso l'occupazione era al 100% quest'anno è sotto il 50%», ha sottolineato Bonacini.




 

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