ACQUA ALTA VENEZIA

Venezia, piano per salvare Piazza San Marco dall'acqua alta: mini-paratie efficaci sino a 110 cm

Martedì 11 Febbraio 2020
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Venezia, piano per salvare Piazza San Marco dall'acqua alta: mini-paratie efficaci sino a 110 cm

Resta Piazza San Marco il punto più debole di Venezia di fronte alle acque alte eccezionali. Anche quando sarà in funzione il Mose - che in situazioni di emergenza potrebbe alzarsi già dal prossimo giugno - la piazza più bella del mondo (nel punto più basso della città) continuerà ad andare sott'acqua quando la marea supera gli 80 centimetri, soglia della pavimentazione rispetto al medio mare. Ecco così che dopo il progetto per mettere al sicuro il nartece - l'atrio della Basilica - arriva un nuovo piano per far restare all'asciutto tutta la piazza, secondo la logica di protezione dell'insula, cioè una zona delimitata dal confine acquatico dei rii.

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Serviranno almeno due anni, quando la Sovrintendenza e gli altri enti preposti daranno l'ok, ma il progetto commissionato dal Consorzio Venezia Nuova ed elaborato dalla Ati Kostruttiva, Thetis e Mate Engineering, promette di mettere al riparo dalla marea tutta l'area che oggi viene allagata quando la laguna 'spingè sul molo marciano. Il progetto, del costo 30 mln di euro, prevede di innalzare tutto il bordo del sormonto delle onde sul molo di S.Marco, un nuovo impianto di sollevamento per le acque piovane, con 7 pompe capaci di scaricare 700 litri al secondo, e la realizzazione di mini paratie alte 40 cm, in acciaio e legno, rimovibili, lungo la riva più esposta di San Marco. Il progetto, ha spiegato Lino Pollastri, che si è occupato degli aspetti idraulici, è strettamente connesso sia con il sistema Mose, che con quello a protezione del nartece della Basilica.

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Garantirà una protezione della piazza fino a 110 cm sul medio mare. Primo obiettivo è quello di impedire alla marea di risalire attraverso il sistema di scolo delle acque. Le analisi eseguite hanno evidenziato come siano solo quattro i punti di entrata dell'acqua nell'insula; qui andranno installate delle valvole di non ritorno: ciò consentirà alle acque di passare in uscita senza risalire in entrata. Gli interventi decisi rientrano in 5 tipologie: protezione del bordo dal sormonto, chiusura controllata delle connessioni, risanamento dei cunicoli, chiusura definitiva delle interconnessioni non più funzionali e riordino dei sottoservizi e di separazione della rete nera. «Noi - ha detto Devis Rizzo, di Kostruttiva - siamo pronti a partire con l'ulteriore step della progettazione esecutiva. Le tempistiche sono legate ai doverosi passaggi. Dall'approvazione e dal successivo inizio dei lavori, in un paio d'anni si potrà partire con l'esercizio provvisorio».

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«A differenza del passato - ha aggiunto il presidente di Mate, Raffaele Gerometta - è stato scelto un approccio graduale, limitando l'intervento alla piazza ed escludendo le aree limitrofe. Sono una decine le principali azioni previste, con un doppio obiettivo: togliere l'acqua dalla piazza, ma anche di lasciare l'area sostanzialmente come l'abbiamo trovata». Il cantiere avrà due basi, una a fianco del campanile di San Marco, l'altra su un pontone di fronte al pontile del Provveditorato. Al momento, la quota di marea a cui i progettisti ritengono opportuna la chiusura del sistema di valvole è quella di 70 cm. L'impianto, una volta realizzato, avrà bisogno di una stagione invernale per la definitiva taratura.

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