Velletri, bimba di 16 mesi investita davanti al nido in coma da 2 anni: la maestra rinviata a giudizio

Mercoledì 21 Ottobre 2020

La decisione è arrivata a distanza di due anni dal giorno della tragedia: la maestra Francesca Rocca, titolare dell'asilo "La fattoria di mamma cocca" di Velletri dove il 7 agosto 2018 è stata investita da un'auto la piccola Lavinia Montebove di appena 16 mesi, ancora oggi in stato vegetativo, è stata rinviata a giudizio per il reato di abbandono di persone minori, che prevede la reclusione fino a 5 anni. Il gup Emiliano Picca ha accolto la richiesta del pubblico ministero, Giovanni Taglialatela, che aveva chiesto il rinvio a giudizio per il reato disciplinato dall'articolo 591 del codice penale. Secondo l'accusa, infatti, quella mattina Lavinia si trovava senza la supervisione di alcun adulto nel parcheggio davanti al nido, il luogo dove si è verificato l'incidente. La piccola era stata affidata dai genitori alla maestra nelle ore precedenti, ma, nonostante questo, è stata investita dalla vettura condotta dalla mamma di un'altra bambina, che stava facendo manovra nel cortile. Lavinia è stata presa in pieno dall'auto e, dal giorno di quel drammatico incidente, non si è più ripresa ed è in stato vegetativo.

 

La maestra è accusata anche di aver abbandonato tutti gli altri bambini presenti in quel momento nella struttura, perché - ha considerato la procura - si è allontanata dal luogo dell'incidente per tentare di soccorrere Lavinia. Rinviata a giudizio anche l'investitrice per lesioni personali stradali gravissime (art. 590 del codice penale) perché, si legge, «alla guida dell'autovettura per negligenza e imprudenza non si avvedeva della presenza della minore nei pressi del cancello di entrata». Una vicenda, quella della piccola, che oggi vive in casa assistita dai genitori con l'aiuto di medici, infermieri e terapisti, che ha colpito e segnato 2 anni fa la comunità di Velletri, di cui è originaria la mamma Lara Liotta, e quella toscana di Chiusi, paese del padre Massimo Montebove. Dopo oltre  un anno di indagini e alcuni ritardi legati all'emergenza Covid, è arrivato il rinvio a giudizio con la prima udienza del processo fissata per il primo aprile 2021.

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