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Valentina Giunta, chi era la donna uccisa a Catania: la denuncia per maltrattamenti, l'ex in carcere e l'amore per i figli «ragione di vita»

Era una mamma single che cresceva da sola i due figli di 10 e 15 anni, in passato aveva denunciato l'ex compagno per maltrattamenti

Valentina Giunta, chi è la donna uccisa a Catania: la denuncia per maltrattamenti e l'amore per i figli «ragione di vita»
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 27 Luglio 2022, 12:37 - Ultimo aggiornamento: 13:11

Trentadue anni, due figli maschi da crescere sola, uno di 10 e uno di 15 anni. L'ombra della violenza domestica in quella denuncia, poi ritirata, per maltrattamenti a carico dell'ex compagno, attualmente in carcere. Le frasi di amore deidicate ai figli "ragione di vita". Pochi dettagli aiutano a ricostruire chi era Valentina Giunta prima della tragedia avvenuta ieri notte, quando la donna è stata trovata in fin di vita a Catania, nella camera da letto della sua casa nel rione popolare San Cristoforo. È morta poco dopo l'arrivo dei sanitari, a causa delle coltellate al collo e alla schiena. Per il femminicidio è indagato il figlio 15enne, fermato dalla squadra mobile su ordine della Procura dei Minori. 

Valentina Giunta uccisa in casa a Catania, fermato il figlio 15enne. Su Facebook scriveva: «Lui sarà sempre la mia priorità»

La denuncia all'ex marito in carcere 

Valentina Giunta viveva a Catania nella sua casa nel quartiere di San Cristoforo con i due figli di 10 e 15 anni. In passato aveva denunciato l'ex compagno per violenza domestica, ma poi aveva ritirato la querela. L'uomo comunque non viveva più con lei: da tempo è in carcere per furto di automobili. Così Valentina era rimasta sola con i due figli da crescere. Con il più grande, il 15enne avrebbe avuto un rapporto complicato: testimonianze raccolte dagli inquirenti parlano di continue liti, di cui l'ultima - questa la pista seguita dagli investigatori - potrebbe essere la causa della tragedia.  

 

Una mamma single che viveva per i figli  

Il profilo social di Valentina è pieno di foto dei due figli, messaggi di auguri, pensieri per loro: «I miei figli saranno sempre la mia priorità, la mia ragione di vita, il mio unico amore» scriveva. Tra i post anche alcuni contro la violenza sulle donne, rivolte anche all'educazione dei ragazzi: «Noi mamme di figli maschi insegnamogli ad accettare anche i no più dolorsi, a non prevaricare nessun altro, ad essere lucidi, a ragionare con il cervello, a tenere le mani in tasca quando la rabbia li assale e ad accettare che non tutto ruota intorno a loro. Insegnamogli ad amare da morire, ma non a far morire una ragazza che no li ama più».

In altri post condivideva spesso frasi di speranza e coraggio: «Arriveranno le cose belle, tu non ti arrendere». Frasi che lasciano immaginare momenti di difficoltà, nonostante le quali Valentina non rinunciava ad essere vicina agli altri, ad aiutare amici e familiari. Proprio il giorno della tragedia, poco prima di morire, sarebbe stata a casa di una amica per aiutarla. Lo conferma uno dei tanti messaggi di affetto affidati ai social: «A te che con i tuoi grossi problemi pensavi a darmi supporto, a te che ieri sei venuta per darmi forza, a te che sei stata sfortunata voglio solo dirti che ti voglio tanto bene e che spero che adesso abbia trovato la pace che ti mancava da troppo tempo. Abbraccia il mio fratellino da parte mia».  

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