Vaccino ReiThera, mancano i finanziamenti: ecco perché è stato bloccato

ReiThera, la Corte dei conti spiega il perché del blocco dei fondi
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Venerdì 21 Maggio 2021, 13:07 - Ultimo aggiornamento: 19:59

Il vaccino anti Covid made in Italy Reithera deve essere finanziato con un reale investimento produttivo. È in estrema sintesi la motivazione dei magistrati della Corte dei conti che hanno bloccato il decreto per finanziamento vaccino Reithera. 

Oggi sono state depositate le motivazioni dello stop al vaccino anti-Covid della biontech romana. Eccole: «L'assenza di un valido e sufficiente investimento produttivo non ha consentito di ammettere al visto di legittimità l'atto in esame», affermano i magistrati contabili. Nello specifico, illustra la Corte, il programma prevedeva un progetto di investimento finalizzato all'ampliamento dello stabilimento produttivo di Castel Romano e un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale destinato a completare la sperimentazione clinica del vaccino.

Ma il progetto è «inconciliabile» con la normativa vigente secondo cui «le spese sono ammissibili nella misura necessaria alle finalità del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni e non, come invece risulta dal progetto presentato, per le finalità generali - produttive o di ricerca, anche per conto terzi - perseguite da ReiThera», spiegano i giudici contabili, precisando quindi che il progetto di investimento produttivo «non può riguardare l'intero complesso aziendale ma solo determinate unità produttivè».

ReiThera bloccato ma l'Italia cerca ancora il suo vaccino

In breve l'investimento non può comprendere l'acquisto della proprietà della sede operativa della società, sita in Castel Romano. Al tempo stesso la spesa per la costruzione del solo impianto di infialamento e confezionamento sarebbe di 7,734 milioni di euro e dunque sotto la soglia minima di 10 milioni di euro «per la validità dell'investimento produttivo», come prevede la normativa.

Queste quindi le motivazioni della Corte dei Conti che hanno portato alla ricusazione del visto e della conseguente registrazione del decreto del Ministero dello Sviluppo economico che approvava l'accordo dello scorso febbraio, sottoscritto dallo stesso Mise, Invitalia e ReiThera, «volto a sostenere il programma di sviluppo industriale da realizzare presso lo stabilimento produttivo sito in Castel Romano».

Vaccino ReiThera, mancano i finanziamenti: ecco perché è stato bloccato

Alla luce delle motivazioni delle Corte, il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha detto che «il Mise è disponibile a contribuire al progetto del vaccino ReiThera nelle forme e nei modi consentiti utilizzando diversi e innovativi strumenti previsti anche dalle nuove norme». Il progetto per la produzione del vaccino ReiThera finora è arrivato alla fase due delle sperimentazione, che si è conclusa in 25 ospedali italiani con mille volontari. Ora servono finanziamenti per procedere alla fase tre.

Reithera - Reithera in un comunicato ha espresso «soddisfazione per le importanti parole del Ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, circa la disponibilità del Mise a contribuire al progetto del vaccino, all'indomani del pronunciamento della Corte dei Conti: è una ulteriore prova della validità e della bontà del progetto e uno stimolo a profondere ancora più impegno, passione e professionalità nella sua realizzazione». «Nella considerazione che il fattore tempo è elemento indispensabile, la Società è fiduciosa del pronto intervento delle istituzioni - e del Mise in particolare - che stanno dimostrando una forte sensibilità al tema», conclude la nota.

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