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Vaccini, due milioni di anziani aspettano ancora la prima dose: tutti i numeri del piano nazionale

Vaccini, due milioni di anziani aspettano ancora la prima dose: tutti i numeri del piano nazionale
di Stefania Piras
5 Minuti di Lettura
Sabato 3 Aprile 2021, 14:28 - Ultimo aggiornamento: 4 Aprile, 15:02

Quanto e chi sta rispettando al meglio il piano nazionale vaccinale anti Covid? Ma soprattutto, qual è il bilancio provvisorio della politica vaccinale del nostro Paese? I dati ufficiali compaiono in un report pubblicato dal governo e ci dice che gli anziani non sono ancora completamente in sicurezza. Vediamo i numeri e le percentuali.

- Le persone che hanno più di 80 anni sono 4.613.898, il 56,7% ha ricevuto la prima dose di vaccino, solo il 30% ha ricevuto anche la seconda dose, mentre il 43,2%, quasi due milioni di "nonni", precisamente 1.994.841 di anziani sono ancora in attesa della prima dose. Le regioni meno virtuose, secondo questo ultimo punto di vista, cioè che sono indietro con la somministrazione del farmaco anti Covid a un ultra ottentenne sono: la Sicilia (60% di over80 in attesa della prima dose), la Calabria (57,4%), la Toscana (53,8%), la Liguria (50,1%), la Sardegna (47,5%). Hanno dato priorità a questa fascia di età invece altre regioni. Hanno ricevuto una prima dose di vaccino il 70% degli over80 in Veneto, il 58% in Campania, il 57% in Lombardia. Le regioni, invece, in cui buona parte degli over 80 (nessuna regione ne ha vaccinati completamente più della metà) ha ricevuto prima dose e richiamo sono il Molise (46,79%), le Marche (40,14%), la Basilicata (40,95%), e l' Emilia Romagna (38,3%), il Piemonte (35,78%), il Lazio (35,39%). 

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- Gli anziani che hanno tra i 70 e 79 anni scontano un ritardo ancora più marcato. In tutto sono 6.055.926 e solo 672.935 (11,11%) ha ricevuto la prima dose di vaccino. Una ristrettissima pleatea di fortunati ha avuto prima e seconda iniezione: sono appena 112.970, tradotto in percentuale si tratta di un misero 1,87%. La quasi totalità non ha mai visto un ago, ed è in attesa di una prima dose: sono 5.382.991, l'88,89%. Le regioni che hanno tralasciato di più questa categoria sono: Marche, Basilicata, Puglia, Abruzzo e Umbria. Ma in generale, come dimostra il dato nazionale, tutte le regioni sono in alto mare. 

In questa fascia d'età, si ricorda nelle raccomandazioni del Ministero della Salute, il tasso di letalità in chi si infetta è alto, è pari al 10%. 

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La domanda, quindi, è al posto di queste persone chi è stato vaccinato?

Ci sono gli ospiti, che sono comunque anziani e in moltissimi casi non autosufficienti, delle residenze sanitarie: sono in tutto 346.291 (pochi). In alcune regioni si è pensato a metterli subito in sicurezza e non risultano anziani ancora in attesa di una prima dose: Lombardia, Marche, Molise, Calabria, Toscana, e poi ci sono Friuli e Lazio che hanno una manciata di anziani ancora da vaccinare con una prima dose. 

Le altre categorie individuate come prioritarie sono il personale sanitario e il personale scolastico. 

Medici e infermieri, ma anche specializzandi o professionisti sanitari (tipo medici in pensione) non sempre a contatto con i malati come per esempio gli studenti di medicina o gli impiegati delle Asl (questi ultimi per dire sono stati inseriti nelle liste jolly della Regione Lazio per le vaccinazioni last minute, quelle che riguardano le dosi avanzate a fine giornata e che andrebbero perse, gettate se non iniettate entro sei ore. Ne abbiamo scritto qui). Si parla di un bacino di 1.807.302 persone. Il 91,67% del personale sanitario nazionale ha ricevuto la prima dose di vaccino. Il 76% ha completato il ciclo vaccinale con il richiamo. Appena 150.543 (l'8%) è in attesa della prima dose (in questa fetta di popolazione sanitaria potrebbero annidarsi anche i noVax che hanno rifiutato la somministrazione). 

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Fatto sta che anche tra il personale scolastico sono stati iniettate più dosi che agli anziani. Di tutti i docenti e amministrativi del mondo della scuola (1.503.617 persone) già più di un milione di loro (1.024.996) ha ricevuto la prima dose: il 68,17%, mentre un 30% non è mai ancora entrato in un centro vaccinale. Le regioni più attente a vaccinare il proprio personale scolastico sono sicuramente l'Abruzzo: ha iniettato la prima dose al 90% degli utenti (27mila persone) mentre 130mila anziani tra i 70 e i 79 anni non hanno mai visto un ago. Il Molise ha vaccinato con una prima dose tutto il suo personale scolastico. Hanno iniziato a immunizzare più della metà del personale scolastico anche Friuli (90%), Puglia, Lombardia, Toscana, Lazio. In questa categoria dovrebbero essere comprese anche le categorie delle forze armate e di polizia che lavorano a stretto contatto con il pubblico. 

Il punto è se si stia dando priorità a fasce della popolazione che hanno subito nell'ultimo anno a causa del Covid tassi di mortalità altissimi (over 80 ma anche 70-79enni). 

Si dirà che gli under 55 hanno ricevuto il siero AstraZeneca (autorizzato dall'Aifa il 30 gennaio 2021) e quindi così si spiega il paradosso degli anziani, e quindi dei fragili, in attesa, poiché a questi non viene somministrato il siero di Oxford. Ma è una congettura che non regge visto che ad oggi sono state somministrate molte più dosi di Pfizer. Ecco i numeri: ad oggi sono state iniettate 2 milioni di dosi di AstraZeneca, ma 8,1 milioni di dosi di Pfizer (siero riservato agli anziani e approvato dall'Aifa il 22 dicembre 2020) e 594mila dosi di Moderna. E dunque la conclusione potrebbe essere che il vaccino Pfizer, il primo a essere arrivato in Italia, è andato non tutto alla categoria degli anziani.

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