AstraZeneca, turni straordinari (anche di notte) nei centri vaccinali per recuperare il ritardo. Draghi scommette su via libera dell'Ema

AstraZeneca, Draghi scommette su via libera dell'Ema: turni straordinari (anche di notte) nei centri vaccinali per recuperare il ritardo. Da maggio Sputnik
di Alberto Gentili
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Mercoledì 17 Marzo 2021, 15:51 - Ultimo aggiornamento: 18 Marzo, 00:12

Già da domani, questa è la scommessa di Mario Draghi ed Emmanuel Macron, si ricomincia con AstraZeneca. Il premier italiano e il presidente francese, che hanno mal digerito lo stop al vaccino anglo-svedese deciso da Angela Merkel dopo i sette casi di morti per trombosi riscontrati in Germania, puntano su AstraZeneca per far ripartire la campagna vaccinale. E sono convinti che domani l'Agenzia europea del farmaco (Ema) darà il suo via libera, dopo un supplemento di indagine conseguente allo stop cautelativo e temporaneo deciso da gran parte dei Paesi europei.

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Il gap da recuperare

Draghi, assieme al commissario straordinario all'emergenza Francesco Figliuolo, ha stimato in 200 mila dosi somministrate in meno il “danno” prodotto dalla sospensione. E ritiene che in due settimane questo “rallentamento” verrà ammortizzato grazie alla ripresa rapida della campagna vaccinale.

 

L'obiettivo del governo, che senza AstraZeneca avrebbe perso la disponibilità di 10 milioni di dosi nel secondo trimestre, è effettuare 500mila somministrazioni al giorno in modo da vaccinare entro settembre l'80% della popolazione italiana. E questo obiettivo, secondo il ministro della Salute, Roberto Speranza, potrebbe essere raggiunto anche nel caso in cui l'Ema (ma questa ipotesi viene scartata viste le ripetute rassicurazioni dell'Agenzia europea) non dovesse dare il via libera al vaccino anglo-svedese. Come ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, infatti Pfizer fornirà ad aprile 10 milioni in più di dosi e sempre da aprile scenderà in campo Johnson&Johnson che è molto più rapido nel piano di somministrazione in quanto richiede una sola dose. In più a metà maggio l'Ema dovrebbe dare il via libera a Sputnik e il governo italiano è pronto ad accogliere a braccia aperta il vaccino russo.

 

Le prenotazioni

Intanto c'è da recuperare il ritardo di quattro giorni provocato dallo stop ad AstraZeneca. Così il governo, per favorire la riprogrammazione delle prenotazioni delle 200 mila somministrazioni sospese, ha intenzione di far svolgere agli operatori sanitari e al personale della protezione civile turni straordinari negli hub e nei centri vaccinali. Ciò comporterà un allungamento, perlomeno temporaneo, degli orari quotidiani di apertura dei centri e l'estensione delle inoculazioni a sabato e domenica anche laddove non fosse già previsto e a seconda del tipo di struttura organizzativa nelle varie Regioni. Il Lazio ha deciso di vaccinare anche di notte.

La comunicazione

La ripresa del piano vaccinale verrà accompagnata dal lancio di una campagna di comunicazione. Draghi è infatti consapevole che lo stop ad AstraZeneca ha prodotto un deficit di fiducia nella popolazione. La prima occasione per “dissipare le nebbie” sui vaccini, unica strada per tornare alla normalità, sarà domani quando il premier andrà a Bergamo per ricordare le vittime del Covid e venerdì quando celebrerà la prima conferenza stampa da quando è approdato alla guida del governo. Il tema ufficialmente sarà il decreto “sostegni”, ma inevitabilmente Draghi parlerà anche della sicurezza dei vaccini.

La Ue

Intanto Ursula von der Leyen, pur dichiarando di fidarsi del vaccino prodotto da  AstraZeneca, ha bacchettato l'azienda anglo-svedese per i ritardi nelle consegne: «Darà all'Europa nel secondo trimestre appena 70 milioni di dosi contro i 180 milioni promessi». E ha minacciato di «usare ogni strumento» per arrivare all'obiettivo di vedere reciprocità e proporzionalità nelle esportazioni dei vaccini e «fare in modo che l'Ue ottenga ciò che le spetta. L'Unione europea ha esportato 41 milioni di dosi a 33 Paesi. Ma vogliamo vedere reciprocità. Non sta tornando indietro nulla all'Ue. Se la situazione non cambia» Bruxelles valuterà se collegare l'autorizzazione all'export al «livello di apertura» degli altri Paesi: «Serve reciprocità».

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