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Vaccino, un insegnante su 5 con dolori, febbre e malessere: rischio chiusura scuole nel Veneto

Mercoledì 24 Febbraio 2021 di Nicola Munaro
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Vaccino, un insegnante su 5 con dolori, febbre e malessere: rischio chiusura scuole nel Veneto

Uno su cinque, il 20%. Nel Veneziano significa una cinquantina di persone che hanno avuto reazioni sui 265 dipendenti delle scuole materne della Fism vaccinati sabato al Padiglione Rama. Malesseri e dolori nei casi più leggeri, febbre alta (anche oltre 38 gradi) in chi ha avuto reazioni più gravi tanto da spingerli a stare a casa da lavoro e costringere le scuole materne a tenere chiuso, lunedì, l'intero istituto o alcune classi. A suo modo quindi la Fism veneziana rappresenta il prototipo verso il quale guarda il mondo della scuola, ora che il vaccino è una realtà. «Sì, ma perché vaccinarli tutti assieme, era meglio scaglionarli ma forse il Comune non ci ha pensato. E la prossima settimana chi apre le scuole se ci sono questo tipo di reazioni?» si chiede il segretario generale Fp Cgil, Daniele Giordano. Da domani infatti la campagna vaccinale nelle scuole entra nel vivo e si allarga, dopo il via libera da parte del ministero della Salute alla somministrazione di AstraZeneca fino agli under 65, alzando di dieci anni l'età massima indicata che ne prevedeva l'utilizzo su persone sane comprese tra i 18 e i 55 anni, da compiere. Il disco verde, unito all'allargarsi della platea con l'esperienza della Fism a fare da riferimento è il mix che professori e personale scolastico si trovano di fronte.

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I DATI E IL CALENDARIO Alle 18.30 di ieri sera su circa 10mila dipendenti della scuola - di ogni ordine e grado - si erano iscritti in 4mila, su base volontaria, attraverso il portale web dell'Ulss 3. Dalla chiamata restano ancora fuori i circa 4mila dipendenti di Ca' Foscari e Iuav, in attesa del proprio turno Sempre su base volontaria. E la Fism? Al momento tra chi ha già ricevuto la prima dose sabato scorso e chi si è prenotato per sabato prossimo, hanno dato la loro disponibilità al vaccino 512 dipendenti su circa 800. Per loro c'è tempo fino a sabato 27, quando al Padiglione Rama di Mestre si concluderà il primo giro. Questo mentre domani e venerdì 26 - sempre al Padiglione Rama - tre ambulatori ospiteranno il personale dei nidi e delle materne comunali. Lunedì 1 marzo (ma la prenotazione è già aperta) via libera alle vaccinazioni del personale delle scuole statali: elementari, medie e superiori. Le iniezioni verranno fatte al Padiglione Rama e al palazzetto di Camponogara. E presto verranno aperti spazi anche per le scuole paritarie e private.

 

 

LA POLEMICA Sulla gestione della campagna vaccinale da parte del Comune è tornato ieri Daniele Giordano, segretario Fp Cgil: «Bisognava prendere delle preadesioni, spiegare i sintomi, far presente il rischio di chiusura delle scuole - ha detto Giordano - Si è visto che le scuole sono rimaste chiuse: ora che succederà con le vaccinazioni di venerdì (domani, ndr). Questo non è un problema dell'Ulss, doveva pensarci il Comune». Stefano Cecchin, presidente della Fism Venezia, il problema l'ha toccato con mano: «Il 20% ha avuto delle reazioni, seppur non gravi - ha spiegato - Noi avevamo preallertato i genitori dicendo che parte del personale avrebbe fatto il vaccino e che ci sarebbe stata la possibilità di tenere la scuola chiusa e così è stato. Domenica abbiamo avvertito i genitori delle sezioni o scuole interessate. È stata l'unica strada, per l'emergenza sanitaria non possiamo nemmeno raggruppare due sezioni come accadeva prima».

L'ULSS 3 Il 20%, 1 su 5, non è poco «ma quanto successo nelle scuole Fism ci sta perfettamente nella casistica indicata da AstraZeneca - ha sottolineato il direttore del dipartimento di prevenzione dell'Ulss 3, Luca Sbrogiò - Febbre, anche sopra i 38 gradi, pesantezza, malessere e mialgie: è più reattivo nei più giovani e meno frequente con la seconda dose. Non ho però segnali di gravi reazioni. Siamo partiti dagli asili perché è impossibile, nei bambini, mantenere il distanziamento. Dal canto nostro cerchiamo di fare in fretta e di vaccinare entro marzo il mondo della scuola. L'ok agli under 65 non è un colpo di scena, c'erano studi e ora l'Agenzia del farmaco ha considerato che questa mole di informazione fosse sufficiente per dare l'ok al suo utilizzo nel soggetto sano dai 18 ai 65 anni». 

Ultimo aggiornamento: 11:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA