Falsi vaccini, smantellata rete internazionale: 80 persone arrestate

Giovedì 4 Marzo 2021
Falsi vaccini, smantellata rete internazionale: 80 persone arrestate

Una rete globale che distribuiva falsi vaccini anti Covid-19 è stata smantellata in Sudafrica e Cina, con arresti effettuati in due continenti. Lo ha annunciato l’Interpol, riferendo in un comunicato che in Sudafrica, in un magazzino di Germiston, sono state sequestrate «400 ampolle, equivalenti a circa 2.400 dosi, contenenti il falso vaccino». Gli agenti hanno anche rinvenuto «un grande quantitativo di false mascherine 3M e arrestato tre cittadini cinesi e un cittadino dello Zambia».

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«Illegale e pericoloso»

In Cina, la polizia «ha identificato con successo una rete che vendeva vaccini anti Covid-19 contraffatti, perquisito i locali dove venivano realizzati e arrestato circa 80 sospettati e sequestrato oltre 3 mila false fiale». Questa, mette in guardia il segretario generale dell’Interpol, Jurgen Stock, «è solo la punta dell’iceberg per quanto riguarda i reati legati ai vaccini anti Covid-19». L’agenzia, che rappresenta 194 forze di polizia di tutto il mondo, sta indagando su altre segnalazioni di falsi vaccini e avverte l’opinione pubblica che «al momento nessun antidoto approvato è disponibile per la vendita online» e che «qualunque vaccino venga pubblicizzato su siti web o sul dark web non è legale, non è stato testato e potrebbe essere pericoloso». Le immagini dei blitz in Sudafrica mostrano scatole impilate in un magazzino e una scatola piena di fiale false di antidoto anti Covid. «A seguito del nostro avvertimento che i criminali avrebbero preso di mira la distribuzione di vaccini, l’Interpol continua a fornire il suo pieno supporto alle autorità nazionali che lavorano per proteggere la salute e la sicurezza dei loro cittadini», precisa Stock. La polizia nazionale sudafricana ha informato che «cittadini stranieri» che cercavano di vendere vaccini falsi nel Paese sono tra le persone arrestate nel magazzino. Mentre un portavoce del ministero cinese della Pubblica sicurezza annuncia: «La polizia cinese sta conducendo una campagna mirata per prevenire e reprimere i crimini legati ai vaccini, indagando in modo proattivo e combattendo i crimini legati ai vaccini in conformità con la legge». A inizio anno l’Interpol ha emesso un «avviso arancione» rivolto alle autorità di tutto il mondo per tutelarsi contro le reti della criminalità organizzata che cercano di piazzare i vaccini sul mercato, sia fisicamente che in rete. Specificando che nessun vaccino approvato è attualmente disponibile per la vendita sul web e che si tratta di sostanze a rischio. «Qualsiasi vaccino pubblicizzato sui siti o sul dark web non è legittimo, non è stato testato e potrebbe essere pericoloso». Il segretario generale Stock ha avvertito a dicembre in un’intervista al settimanale tedesco WirtschaftsWoche di un forte aumento della criminalità a seguito della commercializzazione del vaccino, con furti, irruzioni nei magazzini e attacchi alle spedizioni.

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L'inchiesta dei pm di Milano

E sul presunto mercato parallelo si è mossa anche la Regione Lombardia, rivolgendosi alla Procura di Milano che ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di frode in commercio. La direzione generale del Welfare riferisce di essere stata contatta da mediatori che avrebbero fatto proposte via e-mail a cui a cui però, è stato precisato, mai è stata data risposta. Una vicenda simile a quella già denunciata da altri presidenti di Regioni. Ieri il governatore Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Letizia Moratti hanno depositato un elenco di nomi di persone che avrebbero contattato il Pirellone per mail e tra questi ci sono anche il console onorario della Namibia Petter Johannessen e un’azienda svizzera che opera nell’healthcare. Il console onorario, risulta dagli atti, ha contattato gli uffici regionali lo scorso 3 febbraio assicurando che sarebbe stato in grado di procurare milioni di dosi di AstraZeneca. Da quanto risulta le offerte, tutte ovviamente respinte, di acquistare vaccini anti Covid da un presunto mercato parallelo sono arrivate sia ad Aria Spa, la centrale acquisti regionale, sia all’assessorato alla sanità che direttamente a Fontana, Moratti e all’ex assessore ora consigliere Giulio Gallera. Nei documenti consegnati in Procura figurano inoltre la Exor sa, domiciliata in Canton Ticino ma guidata dal milanese Paolo Balossi - società già nei guai per via di una indagine elvetica sulla fornitura di mascherine - e l’avvocato Giuseppe Cavallaro che ha scritto per conto di Luciano Rattà, broker farmaceutico che respinge ogni accusa. Tra gli atti depositati anche la lettera inviata il 19 febbraio all’ex commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri con cui la vice presidente Letizia Moratti ha segnalato di aver ricevuto offerte e per ribadire che la Lombardia non si rivolge ad alcun presunto mercato parallelo.

 

 

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