Cecilia uccisa al parco a Reggio Emilia. Il tribunale: «Un giudice non è chiaroveggente»

A Mirko Genco contestata anche la violenza sessuale

Cecilia uccisa al parco a Reggio Emilia. Il tribunale: «Un giudice non è chiaroveggente»
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Martedì 23 Novembre 2021, 15:42 - Ultimo aggiornamento: 15:50

«Un soggetto socialmente altamente pericoloso». Così il sostituto procuratore Maria Rita Pantani, titolare dell'inchiesta, ha descritto il 24enne Mirko Genco - reo confesso dell'omicidio della 34enne Cecilia Juana Hazana Loayza, ammazzata a coltellate in un parco di Reggio Emilia nella notte fra venerdì e sabato scorso - motivando la richiesta di convalida dell'arresto nell'udienza di stamattina. La Procura formula l'ipotesi di omicidio con tre aggravanti: futili motivi, minorata difesa della vittima e recidiva stalking. Inoltre, tra i capi d'imputazione, oltre alla violenza sessuale, vi sono anche porto abusivo d'armi, violazione di domicilio e appropriazione indebita delle chiavi riguardo al fatto che Genco, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, è entrato in casa della vittima per prendere il coltello utilizzato poi per ammazzare la donna. «La premeditazione al momento non è stata contestata - ha aggiunto l'avvocato difensore Alessandra Bonini - Il coltello d'altronde non se lo è portato da casa».

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«Un giudice non ha poteri di chiaroveggenza, non può sapere ciò che accadrà dopo, stante la imprevedibilità delle reazioni umane», dice all'Ansa la presidente del tribunale di Reggio Emilia Cristina Beretti, sul caso stesso. Quanto accaduto «non è altro che ciò che accade in decine e decine di processi per reati analoghi». Pm e giudici «applicano la legge, applicano misure cautelari richieste dal Pm calibrando le scelte a seconda del caso concreto, condannano alla pena che appare equa in relazione al caso sottoposto al loro vaglio».

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E Mirko Genco si è avvalso della facoltà di non rispondere nell'udienza di convalida in tribunale. La Procura ha chiesto la convalida del fermo del giovane che attualmente si trova in carcere. Il gip Silvia Guareschi si è riservata per la decisione. «Non credo ci saranno sorprese, sicuramente verrà convalidato e sarà confermata la misura cautelare in carcere», ha detto al termine dell'udienza l'avvocato difensore di Genco, Alessandra Bonini. Che ha spiegato di «non aver chiesto misure alternative, non ci sono presupposti e neppure chi sarebbe in grado di ospitarlo a casa per gli eventuali domiciliari». Sulla decisione di non fare dichiarazioni, il legale poi ha detto che «era inutile ripetere quanto già detto, la sua confessione era già stata esauriente».

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