Truffa con finti “micro quadri” di Leonardo: a Milano raggirate oltre 200 persone

Truffa con finti micro quadri di Leonardo: a Milano raggirate oltre 200 persone
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Martedì 21 Settembre 2021, 20:06 - Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 00:44

Microquadri nascosti nelle opere di Leonardo da Vinci il cui valore era indicato da un «fantomatico 'contatorè on line», 'frazioni digitalì di opere di Alina Ciuciu, la pittrice elogiata da Vittorio Sgarbi, e poi «token, blockchain e smart contract». Sono alcuni degli ingredienti di una truffa «complessa e bizzarra» nel campo dell'arte e «delle criptovalute» scoperta dalla Procura di Milano e dalla Guardia di Finanza che ha portato agli arresti due persone accusate di aver congegnato un sistema di raggiri nei confronti di una «vasta platea di clienti», circa 200 persone: tra questi una signora che ha visto sfumare 125 mila euro e che poi ha sporto denuncia.

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Truffa dei "micro quadri", due arresti

Così il gip Guido Salvini, su richiesta del procuratore aggiunto Eugenio Fusco e del pm Carlo Scalas, ha posto ai domiciliari Francesco Colucci, 46 anni, sedicente avvocato, e Davide Cuccato, 49 anni, finto consulente finanziario, ritenuti gli ideatori del piano truffaldino messo a segno alla fine del 2019 con altri tre complici, attraverso la società Xchampion, spacciata per «una holding con sede a Singapore, fondata da magnati asiatici, che stava per aprire una serie di succursali in Europa». Stando alle indagini, come riporta il giudice nel suo provvedimento, alla donna truffata, oltre all'acquisto di 12 'microquadrì scoperti da un finto esperto all'interno dei quadri di Leonardo, sarebbe stato «proposto di aderire ad un fondo di investimento che aveva come finalità quella di diffondere una International Web Gallery creando una rappresentazione digitalizzata delle più importanti opere d'arte».

Ogni opera, le veniva spiegato con accattivanti brochure patinate, «sarebbe stata frazionata in singole porzioni di cui chi avesse aderito al fondo sarebbe divenuto proprietario e il titolo di proprietà sarebbe stato costituito per ciascuna frazione da un 'token', una sorta di gettone digitale il cui valore sarebbe rapidamente salito nel giro di pochi anni», così dicevano, «sino a decuplicarsi 'per effetto automatico della crescita di valore dell'arte mondialè». Così la signora, per esempio, ha perso 24 mila euro in microquadri e 16 mila per comprare «32 Token Art di quadri della pittrice Alina Ciuciu, sponsorizzata Sgarbi» (entrambi sono estranei ai fatti). Un'altra donna ha raccontato, invece, di aver «investito con vari bonifici ben 70.000 euro» in «microquadri il cui prezzo era fissato in 2.000 euro ciascuno e che nel giro di non molto tempo», le era stato assicurato, «avrebbero assunto il valore di 20.000 euro ciascuno».

Infine alcune vittime sono rimaste impigliate negli ingranaggi di un meccanismo simile alla catena di Sant'Antonio. Insomma, dagli accertamenti viene a galla un sistema che ha portato a «ingenti» guadagli illeciti - i soldi sarebbero poi trasferiti in Svizzera - messo a segno dai cinque anche grazie a «richiami di natura esoterica» legati alla scoperta dei microquadri definita «un puro e semplice inganno» e all'uso «di termini tecnici come token, blockchain e smart contract» che servivano più che altro a suggestionare e confondere le persone raggirate. Per questo il gip Salvini ha disposto gli arresti domiciliari contestando anche l' esercizio abusivo della professione e a Colucci pure di «possesso di segni contraffatti» (finti distintivi della polizia), ricettazione di beni di interesse archeologico, come un «cratere campano del IV secolo A.C.» e una coppa nera «con stampiglie» dello stesso periodo, e introduzione e ricettazione in Italia di orologi di lusso contraffatti.

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