Trova 15 milioni di lire in un vecchio vaso a Vicenza, ma dal 2012 non è più possibile cambiarle in euro

Martedì 29 Gennaio 2019
Trova 15 milioni di lire in un vecchio vaso, ma Bankitalia lo gela: «Non si possono più cambiare»
Aveva trovato per caso 15 milioni di vecchie lire, in banconote di vario taglio, in un vecchio vaso di ceramica, un regalo delle sue nozze avvenute nel 2001. Un ritrovamento, in un oggetto messo in cantina 18 anni prima perché non piaceva a lui e alla moglie e che invece li aveva resi felici. Ma Diego Miotti, di Dueville nel vicentino, dopo la bella notizia ha dovuto incassarne una pessima, quando allo sportello Bankitalia gli era stato detto che il cambio in euro non era più possibile dopo il 28 febbraio 2012. Una circostanza in realtà ampiamente nota, ripetuta ogni volta che vengono effettuate queste scoperte. La conversione era praticabile solo per chi  poteva dimostrare di avere presentato richiesta di cambio tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012, specificando l’importo esatto. 


COSA DICE LA LEGGE Se è vero però che era stato stabilito un termine decennale (2002-2012) per il cambio delle lire in euro è altrettanto vero - come sostiene ampiamente la Giurisprudenza - che qualsiasi termine di prescrizione o decadenza decorre da quando il soggetto è posto in grado di far valere il proprio diritto, quindi nei casi in esame i dieci anni per il cambio lire/euro decorrono dal giorno del ritrovamento delle somme in lire. Alcuni cittadini, in casi praticamente identici avevano sollevato l'illegittimità costituzionale del decreto Monti (art. 26 D.L. 121 del 6.12.2011) che aveva addirittura sancito l'immediata decadenza del cambio della lira in euro. In Italia ci sono attualmente circa 10 miliardi di lire in banconote «nascoste» e mai «convertite».



CAUSA CONTRO BANKITALIA L'uomo, tramite l'avvocato Annalisa De Angelis del Foro di Roma, ha deciso di trascinare la Banca d'Italia davanti al Tribunale Civile di Roma per ottenere la conversione delle somma in euro, nonostante si tratti di poco più di 8mila euro, va ricordato: «Abbiamo presentato una diffida pregiudiziale a Bankitalia sessanta giorni fa - spiegano dallo studio legale - non abbiamo ricevuto alcuna risposta, e quindi a questo punto presenteremo un decreto ingiuntivo al Tribunale di Roma». Intanto la sentenza 216/2015 della Corte Costituzionale ha già spianato la strada ai piccoli risparmiatori, dichiarando l'illegittimità della norma Monti, e riportando il nostro Paese sulla lunghezza d'onda degli altri Paesi della Comunità europea dove è sempre possibile cambiare la ex moneta (esempio franchi, marchi, ecc.) anche dopo decenni. Ultimo aggiornamento: 20:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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