Tromba d'aria a Pantelleria, chi sono le vittime: il pompiere e il contadino, le due vite spezzate

Tromba d'aria a Pantelleria, chi sono le vittime: il pompiere e il contadino le vite spezzate a Pantelleria
di Michela Allegri
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Domenica 12 Settembre 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 11:21

Un vigile del fuoco, un papà, sempre sorridente e pieno di iniziative. Era andato all'estero in cerca di fortuna, ma era tornato nell'isola dove era nato e dove aveva deciso di mettere su famiglia: Pantelleria. Dall'altro lato, un signore che l'isola non l'aveva mai lasciata, che adorava quella vita tranquilla prima da contadino e poi da pensionato, amato da tutti. Ecco chi erano Giovanni Errera, 47 anni, e Francesco Valenza, 86. Travolti entrambi dalla tromba d'aria che due giorni fa ha messo a soqquadro contrada Campobello provocando due morti e nove feriti. Errera e Valenza erano in macchina, stavano tornando a casa e stavano percorrendo la strada costiera. Per loro il sindaco Vincenzo Campo ha proclamato il lutto cittadino.

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Il ricordo

A ricordarli, ora, sono i colleghi e gli amici di una vita. «Noi lo chiamavamo Gianni - racconta Francesco, amico di Errera - era un ottimista per natura, sempre sorridente, un idealista. Era cocciuto, sapeva combattere per le cose che riteneva giuste. Non ricordo di averlo mai visto triste». Gianni, anni fa, era partito per il Venezuela, dove aveva progettato di aprire un ristorante siciliano. «Nessuno pensava che l'avrebbe fatto davvero - ricorda ancora l'amico - e invece è salito sull'aereo e si è buttato in quella nuova avventura. Se si metteva in testa qualcosa faceva di tutto per riuscire a portarla a termine». Poi, il ritorno in Italia e l'inizio della carriera nei Vigili del fuoco, l'incontro con la compagna, di Napoli, la nascita dei due figli, di uno e sei anni. Gli amici lo descrivono come un padre completamente innamorato e presente, un uomo felice. «Era un ragazzo coraggioso e tranquillo, un bravo ragazzo ha detto il collega Giovanni Rodo, capo distaccamento a Pantelleria - Era sereno. Fumava una sigaretta, prendeva il caffè e un attimo dopo era pronto a partire. Si faceva volere bene da tutti». Due sere fa, mentre era fuori servizio, Errera si è trovato a passare con la macchina proprio al centro della tromba d'aria. Il vortice, violentissimo, ha scaraventato lontano il suo fuoristrada, un Land Rover Defender dal peso di oltre due tonnellate. Poco dopo, a raccogliere macerie e a soccorrere le vittime, c'erano i suoi colleghi. Due sere fa, alle 19, quando il vento impazzito ha divelto alberi, distrutto auto, case e cartelli stradali, lungo la strada costiera di contrada Campobello, quella che porta al Lago di Venere, viaggiava anche la macchina di Francesco Valenza. Nemmeno lui ha avuto scampo. Valenza era uno dei pensionati dell'isola. Nonno e contadino, ha lavorato tutta la vita nei campi, tra raccolta di capperi e vendemmia di Zibibbo.
Il vortice ha provocato anche nove feriti. In sette - quattro turisti laziali e tre operai di Palermo - sono già stati dimessi dall'ospedale Bernardo Nagar, ma una coppia resta ricoverata: l'uomo ha fratture alla colonna vertebrale, la donna alla gabbia toracica. Da due giorni vanno anche avanti senza sosta le ricerche per rintracciare, con l'aiuto di droni, eventuali dispersi, visto che l'isola era affollata di turisti.

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I danni

Intanto a Pantelleria è iniziata la conta dei danni: case scoperchiate, a causa del vento che viaggiava oltre i 100 chilometri orari, muri abbattuti, auto accartocciate per la pioggia di pietre, tronchi sradicati. La zona più colpita è quella a nordest dell'isola: Khattibugale e, soprattutto, Campobello, trasformata in un paesaggio lunare. Ieri pomeriggio il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, insieme al suo vice Gaetano Armao, all'assessore Ruggero Razza e al responsabile regionale della Protezione Civile Salvo Cocina, si è recato a Pantelleria e ha effettuato un sorvolo per stimare la gravità della situazione. Dopo avere incontrato i familiari delle vittime, ha annunciato che la giunta regionale delibererà lo stato di emergenza e chiederà al governo nazionale di proclamare lo stato di calamità. «Difficile accettare una cosa del genere. Il dolore è lacerante - ha detto il sindaco Vincenzo Campo - Stiamo vicini il più possibile alle famiglie colpite da questo grave lutto. Credo che siano stati momenti tra i più tristi che io possa ricordarmi».

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