Trieste, troppi contagi Covid: stop alle manifestazioni. «Dati come nell'autunno 2020»

Proteste vietate in piazza Unità sino al 31 dicembre 2021, situazione epidemiologica preoccupante

Trieste, troppi contagi Covid: stop alle manifestazioni. «Dati come nell'autunno 2020»
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Lunedì 1 Novembre 2021, 13:34 - Ultimo aggiornamento: 2 Novembre, 09:42

No Green Pass e aumento contagi. In Piazza Unità d'Italia a Trieste non potranno svolgersi più manifestazioni fino al 31 dicembre. Insieme con la zona di San Giusto, dove già vige un obbligo di questo tipo, anche un altro dei luoghi più noti della città sarà chiuso a cortei e assembramenti vari. Lo ha annunciato il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, come una misura che il Comitato ordine e sicurezza pubblica, riunito in queste ore, si appresta a varare, in seguito alla peggiorata situazione sanitaria a Trieste, dovuto anche per le manifestazioni che si sono svolte.

Covid, Trieste teme la zona gialla: verso ordinanza anti-assembramenti

La situazione epidemiologica viene definita «molto preoccupante» con una diffusione «esponenziale». A cosa è dovuta? Al basso numero di vaccinati in Fvg, alla contiguità con i Paesi dell'Est Europa dove la pandemia dilaga e, soprattutto quel focolaio di 93 persone divampato a causa delle proteste. Il quadro emerge nella sua interezza alla conferenza cui il presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga, ha convocato esperti, tecnici, mondo dell'economia e del governo dell'ordine pubblico, società civile. Il rosso che sulle slide proiettate indica i luoghi d'Europa dove più forte è il contagio confermano che il Covid rialza la testa dovunque; in Italia un pò meno ma in Fvg e a Trieste in particolare i numeri destano più ansia che altrove.

 

Il responsabile della task force Covid-19 in Fvg, il prof. Fabio Barbone non tergiversa: «L'aumento dei nuovi casi a Trieste è esponenziale», esordisce. Nell' ultima settimana nella provincia «si sono registrati 801 nuovi casi, il doppio della settimana precedente»; questo «ha portato a un tasso di infezione di 350 casi per 100mila abitanti negli ultimi 7 giorni, poco meno del triplo rispetto al resto del Fvg. Il dato di incidenza ci fa tornare indietro alla primavera 2021 e all'autunno 2020». Ora, «la variabile tempo è fondamentale».

Occorre agire e in fretta. Il dato registrato stamani «mostra ad oggi il superamento della prima soglia delle terapie intensive, cioè del 10% dei posti letto occupati: 18 in Fvg. Siamo lontani dal superamento della soglia che determina il cambio del colore», ma la tensione è palpabile. Visto anche che la copertura vaccinale in Fvg è «di alcuni punti inferiore al dato nazionale e quello della provincia di Trieste è di 5 punti inferiore al Fvg», e che comincia ad attenuarsi l'efficacia del vaccino con il passar del tempo, mentre non si afferma la terza dose, booster. Sono gli adulti tra i 40 e i 70 anni i più restii, seguiti dai minorenni della fascia 12 -15; al contrario, quelli che hanno da 20 a 40 anni dimostrano una copertura di livello elevato.

Cosa fare? La soluzione più efficace è il vaccino. Da un lato è guerra a chi diffonde notizie false, dall'altro ci sarà la compressione del diritto a manifestare. Fedriga è durissimo: «Basta idiozie! La gente non si cura perché qualche pagliaccio va a raccontare menzogne e a spaventare. Il vaccino c'è, funziona, ha pochissime controindicazioni e non è sperimentale». Il timore è forte: «Non si può tornare a mesi fa», e parla di «squadrismo da tastiera».

«Non ho paura delle minacce, ho paura del virus, delle chiusure delle attività economiche». L'altro braccio della tenaglia è l'ordine pubblico: è finita la tolleranza (anche eccessiva) e il prefetto, Valerio Valenti, annuncia la chiusura di piazza Unità alle manifestazioni e probabili sanzioni per chi organizza manifestazioni in cui non vengono rispettati distanziamento e obbligo di mascherina.

Infine, la società civile: ieri è cominciata la petizione dei vaccinati: Trieste non è capitale dei no vax e dei no green pass ma di chi - maggioranza silenziosa - che crede nel vaccino e nella scienza. Fedriga ha firmato davanti alle telecamere, è una delle ventimila firme raccolte in poche ore.

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L'allarme del sindaco e il rischio zona gialla

Un ritorno in zona gialla sarebbe «un disastro per la città» aveva detto ieri il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, guardando con preoccupazione ai dati sui contagi da Covid 19, aumentati in Friuli Venezia Giulia e in particolare nel capoluogo. «Sto valutando se è possibile» emanare «un'ordinanza di divieto di assembramento», aveva detto. Il riferimento è al susseguirsi di manifestazioni anti Green pass. Perché «il focolaio più significativo» in città è collegato proprio ai cortei, ricorda il vicepresidente del Fvg, Riccardo Riccardi. Ieri nella regione i nuovi contagi sono 249, di cui 135 a Trieste. Secondo il monitoraggio settimanale, il Fvg è la seconda regione con il valore più alto di incidenza dei casi Covid ogni 100 mila abitanti: 96,5, cifra quasi doppia rispetto a 7 giorni prima. Prima del Fvg c'è Bolzano (101,7); segue il Veneto (61,4). Secondo elaborazioni Agenas il tasso di occupazione Covid nelle terapie intensive in Fvg ieri era al 7%, in aumento, nei reparti ordinari al 5%. Si passa in zona gialla se si superano rispettivamente il 10% e il 15%. 

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