Treviso, incidente mortale sul lavoro, il figlio del titolare: «Ha tolto un puntello e gli è franato tutto addosso»

Incidente mortale sul lavoro, il figlio del titolare: «Ha tolto un puntello poi gli è franato tutto addosso»
4 Minuti di Lettura
Venerdì 15 Ottobre 2021, 07:55

CAERANO SAN MARCO (TREVISO) - È sconvolto. E con pochissima voglia di parlare. Ma cerca di riordinare le immagini che ha fisse nella memoria. Pochi istanti in cui si è consumata la tragedia. Michele Parisotto, figlio del titolare dell'azienda edile che sta costruendo la villa in via Cadore, a Caerano San Marco, dice: «Nasif lavorava per noi da 6-7 anni. Lo apprezzavamo per le sue doti pratiche. Era bravo, magari alle volte un po' facilone». Poi, mette in fila la sequenza di quei pochi secondi: «Eravamo all'entrata del cantiere, Nasif stava lavorando nello scavo del cantiere. Ha tolto un puntello che reggeva la cassaforme, una serie di pesantissimi pannelli di metallo esterno dell'abitazione. Non so perché ha tolto quel puntello, non so cosa voleva fare. Forse voleva spostare una lastra di metallo. Fatto sta, che la lastra lo ha schiacciato frontalmente e lo ha fatto cadere all'indietro. Sfortuna ha voluto che dietro di lui ci fosse il bidone per la raccolta degli oli esausti. E lui, proprio nello spigolo è andato a sbattere la nuca, una parte delicatissima e fragile. Sono sconvolto, è morto un operaio al quale volevamo bene tutti, un padre di famiglia». Parisotto aggiunge: «Ci siamo accorti di quello che era successo, ma non della sua gravità. Ci siamo precipitati per soccorrerlo, ed eravamo sicuri che fosse solo caduto, che stesse bene. Invece, non si muoveva. E abbiamo capito che era successo qualcosa di ben più grave. Ma, ancora speravamo che si sarebbe ripreso e che ce l'avrebbe fatta a tornare a casa dalla sua famiglia. Invece, i sanitari del Suem, intervenuti poco dopo l'incidente, ci hanno detto che era morto. È un dolore enorme, una scena che non mi leverò più dagli occhi».


LE PROTEZIONI INDIVIDUALI

Poi, però, ci tiene a sottolineare: «Il cantiere è in regola e gli operai sono dotati di tutte le protezioni previste dalla legge. Ci hanno imposto lo stop ai lavori e non so per quanto tempo. Ma non ho timori di sorta. Qui è tutto in regola». Sul posto i carabinieri e lo Spisal che hanno verificato la dinamica dell'incidente, oltre alle condizioni di lavoro. Hanno accertato che i pesanti pannelli erano comunque tutti al loro posto e nessuna lastra di metallo risultava caduta, a terra. Resta, dunque, da capire cosa sia realmente accaduto e in che modo sia morto Nasif Ajdarovski, il 48enne macedone residente e Pieve del Grappa. I tecnici dello Spisal hanno accertato altresì se gli operai indossavano le protezioni di sicurezza, in primis caschetto e guanti protettivi. E la relazione tecnica, una volta completata, sarà consegnata alla Procura presso il Tribunale di Treviso che aprirà un fascicolo sul mortale.

I RACCONTI

Gjone Dal Bello, operaio alla Parisotto, lavorava con Nasif quando è successo l'incidente. «Nel lavoro dividevamo tutto, le pause le facevamo insieme, alle volte anche un bicchiere di birra. Ma della sua vita fuori dal cantiere parlava poco. Era riservato. So che era felicemente sposato e aveva una bella famiglia. Voleva assicurare un futuro ai suoi figli e lavorava tanto per questo. Sono davvero affranto per quanto è successo». E il sindaco di Caerano, Gianni Precoma, che ha parlato con i titolari della ditta e gli operai, racconta: «Tutti mi hanno confermato che era perfettamente integrato. Era in Italia da una ventina di anni e i figli sono trevigiani a tutti gli effetti. Aveva contratto qualche prestito, anche con i suoi datori di lavoro, che aveva regolarmente restituito, per comperare la casa dove viveva tutta la famiglia. È una tragedia che vorremmo non si ripetesse mai più».

V.L.

© RIPRODUZIONE RISERVATA