Treviso, uccise donna in auto con l'ex che voleva lasciarlo, Christian è libero: «Caduti gli indizi»

Martedì 25 Giugno 2019 di Denis Barea

Da omicidio volontario, tentato omicidio, violenza sessuale e stalking a omicidio stradale. E così Christian Barzan è tornato libero. Sull'indagine della Procura in relazione ai fatti del 7 giugno scorso, il tremendo incidente avvenuto quella notte tra Santandrà e Povegliano in cui ha perso la vita Giuseppina Lo Brutto, si abbatte l'ordinanza con cui ieri il gip di Treviso Angelo Mascolo ha accolto, sia pur parzialmente, l'istanza di revoca della custodia cautelare in carcere presentata dal difensore del 22enne, l'avvocato Fabio Crea. Il giudice che sono venuti meno i gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati a lui addebitati mentre si palesano gravi indizi in ordine al reato di omicidio stradale.

Stupra la fidanzata che vuole lasciarlo: poi litiga in auto, provoca incidente e uccide una donna

«L'incidente - ha detto davanti al gip il 22enne - è stato causato da una disattenzione, stavo cercando di impedirle di aprire la portiera dell'auto mentre in corsa, non volevo ucciderla o uccidermi». I gravi indizi che non sussisterebbero più sono quelli in relazione, da un lato, alla possibilità che abbia volutamente lanciato la macchina contro quella della 62enne per uccidersi e uccidere la ex fidanzata Giorgia, dall'altro allo stupro di cui la ragazza dice di essere stata vittima nelle ore precedenti alla tragedia e allo stalking di cui sempre la 21enne ha accusato l'ex. Resta, nell'ordinanza, solo l'omicidio stradale e per questo la misura restrittiva è stata attenuata in obbligo di dimora nel Comune di Quinto. Si tratta nella sostanza di un duro colpo alla versione fornita da Giorgia.

LA DIFESA
Per il legale di Christian «la decisione del gip in relazione alla misura cautelare deve essere letta alla luce di quanto riferito dal ragazzo nel corso dell'interrogatorio di garanzia e di quanto è contenuto nella nostra memoria difensiva, che consente di dare una lettura diversa a quanto è già presente negli atti di indagine. A questo vanno aggiunti i nuovi elementi che sono stati introdotti da noi, su cui abbiamo chiesto alla Procura di fare delle verifiche che sono già state avviate». Sollecitazioni in questo senso si ritrovano anche nell'ordinanza dello stesso gip. Quello che sembra non quadrare in tutta questa storia è proprio la ricostruzione dei rapporti tra i due ragazzi.

IL RAPPORTO
Christian e Giorgia avevano avuto una relazione per sei anni. Poi nel gennaio scorso lei decide di troncare. «L'ho vista a volte con dei lividi - aveva raccontato agli inquirenti un amico della 21enne - lei mi ha detto che erano le botte che le dava Christian». «Lui la umiliava, le diceva che era una povera che non poteva permettersi vestiti firmati, la sminuiva sempre e la trattava male» è quanto aveva riferito alla polizia un'amica. Dichiarazioni che hanno completato il quadro offerto da Giorgia: le minacce di lui di ucciderla e di uccidersi, le ossessionanti richieste di vedersi nella speranza di tornare insieme, la gelosia perché Christian sospettava che lei avesse un altro. Tutto scritto in decine di sms. E poi l'ultimo incontro, il rapporto in parcheggio a cui la ragazza avrebbe acconsentito per paura che altrimenti lui le avrebbe fatto del male, la folle corsa in auto, le botte di Christian che non vuole che la ex prenda la pillola del giorno dopo e la tragedia finale come raccontata da Giorgia, ovvero l'improvvisa sterzata a sinistra compiuta volontariamente.

CAMBIO DI ROTTA
Nell'ordinanza in cui Mascolo solo una settimana fa aveva disposto la custodia cautelare in carcere lo stesso gip scriveva che ci sarebbe stato da augurarsi che le dichiarazioni di Giorgia potessero essere state dettate dallo shock ma giudicava il racconto della 21enne attendibile e il tentativo di ucciderla perpetrato in modo osceno. «Non ero solo io a cercarla - ha ribattuto però Christian durante l'interrogatorio - proponeva di vederci anche lei. Il rapporto sessuale era stato consensuale, come gli altri che abbiamo avuto nei precedenti incontri da gennaio». E spuntano i messaggi di lei a lui. «Ho bisogno di vederti - gli scrive via whatsapp - non riesco a resisterti». Lui in alcune occasioni l'avrebbe bloccata sulla messaggeria ma la giovane continua a mandare messaggi. «Adesso - si legge in una delle chat - puoi vedere che ti ho scritto ogni giorno anche quando mi avevi bloccata». «Sono felice - ha detto Christian quando ha saputo della decisione del giudice Mascolo - adesso voglio solo che la verità venga fuori al più presto». «È come se ci fosse stato tolto un peso insopportabile - è il pensiero dei genitori del ragazzo - ma resta il grande dolore per la morte di Giuseppina Lo Brutto che in questa storia non c'entrava nulla».
 

Ultimo aggiornamento: 10:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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