Toti: «Tutte le mie azioni nell’interesse pubblico». Signorini si fa interrogare

La deposizione può pesare sulla richiesta di revoca dei domiciliari per il governatore

Toti: «Tutte le mie azioni nell’interesse pubblico». Signorini si fa interrogare
di Claudia Guasco
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Domenica 26 Maggio 2024, 07:00

Il 13 dicembre 2021, il giorno dopo l’approvazione della proroga della concessione trentennale per il terminal Rinfuse di Aldo Spinelli, l’imprenditore telefona a Paolo Emilio Signorini. «Volevo ringraziarti personalmente», afferma. «Ma figurati, caro leone del porto», risponde il presidente dell’Authority. E sempre a Signorini si rivolgeva Giovanni Toti affinché il dossier fosse rapidamente autorizzato: «La pratica era urgente perché concatenata ad altre strategiche per il porto», ha risposto il governatore ai pm nell’interrogatorio di due giorni fa. «Mai ho fatto pressioni verso alcun soggetto, mai ho servito un interesse particolare in danno di quello collettivo, ho agito soltanto nell’interesse pubblico», ha rimarcato Toti nella memoria depositata.

INTERESSI

Domani Signorini, l’unico detenuto a Marassi tra i dieci destinatari delle misure di custodia cautelare chieste dalla Procura di Genova nell’inchiesta sui presunti finanziamenti illeciti, sarà interrogato dai pubblici ministeri. «Siamo pronti a chiarire quanto ci viene contestato - conferma il suo legale Enrico Scopesi - Ovviamente anche a tornare una seconda volta, visti i limiti di uno studio delle carte dal carcere». L’ex presidente dell’Autorità ed ex ad di Iren è un personaggio chiave delle indagini, stando alle intercettazioni e alla ricostruzione dei magistrati sarebbe una figura centrale nel sistema di interessi tra politica e imprenditoria che avrebbe regolato gli affari nel porto. Davanti al gip si è avvalso della facoltà di non rispondere, con i pm racconterà la sua verità sui rapporti con Spinelli e Toti, sul suo ruolo nell’ipotizzato sblocco delle concessioni. A Signorini l’interrogatorio servirà a fornire elementi utili per cercare di uscire dal carcere, per i magistrati il suo è verbale pesante sulla scorta delle dichiarazioni del governatore e di Spinelli. Anche in questa prospettiva andrebbe letto il rinvio della richiesta di revoca dei domiciliari per Toti da parte del suo avvocato Stefano Savi: potrebbe essere presentata questa settimana, dopo una congrua pausa di riflessione a seguito delle otto ore di interrogatorio di venerdì e in attesa di capire cosa dirà ai magistrati l’ex capo dell’authority.

Paolo Emilio Signorini è accusato di corruzione. Per il via libera al terminal Rinfuse, per favorire Spinelli nella concessione degli spazi ex Enel, per il tombamento della calata Concenter e avere acconsentito all’occupazione abusiva di un’area dell’ex Carbonile - elenca il capo d’imputazione - avrebbe ottenuto «numerose utilità». I 15.000 euro per pagare il catering di matrimonio della figlia, 22 soggiorni extra lusso a Monte Carlo all’Hotel de Paris per un totale di 42 notti comprendenti giocate a casinò, servizio in camera, massaggi trattamenti estetici per un valore complessivo di 42.721 euro, accertato da magistrati tramite quattro rogatorie nel Principato. Oltre a una borsa Chanel e un bracciale Cartier da 7.200 euro e la promessa di un incarico a Roma - «in un bell’ufficio con la segretaria e uno stipendio di 300 mila euro all’anno» - al termine del suo mandato al porto. «Questi tre anni però devi usarli bene», il monito di Signorini in una telefonata intercettata.

LO YACHT

In tema di concessioni al porto Toti puntualizza nella sua memoria che «tutte le proposte arrivarono da soggetti terzi e furono elaborate e valutare dagli uffici secondo i termini di legge». E aggiunge: «Viene dato risalto al fatto che taluni incontri avvengono sullo yacht di Spinelli, quasi fosse un luogo nascosto e lussuoso di piacere. Basta conoscere le abitudini di vita e lavoro di Spinelli per sapere che la barca è da sempre utilizzata come succursale dell’ufficio, essendo essa più vicina ai terminal del gruppo rispetto alla sua abitazione».

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