GENOVA

Toti interrogato 8 ore dai pm, poi deposita una memoria: «Ogni euro incassato è stato destinato alla politica»

Le ultime notizie in diretta sull'inchiesta che ha portato all'arresto, fra gli altri, del presidente della Regione Liguria

Toti, in corso l'interrogatorio nella caserma della Gdf. Il legale: «Finanziamenti? Nessun favoritismo»

Toti: ogni euro incassato è stato destinato alla politica

 «Ogni euro incassato ha avuto una destinazione politica: nessun contributo ha prodotto arricchimento o utilità personale a me, agli altri appartenenti al mio partito o a terzi privati». Così il governatore Giovanni Toti nella memoria consegnata ai pubblici ministeri al termine dell'interrogatorio tenuto nella caserma della Gdf. «Ogni dazione di denaro - ha aggiunto - è stata accreditata con metodi tracciabili e rendicontata. Del pari tutte le spese sostenute sono state rendicontate e pubblicizzate in termini di legge e anche oltre. I bilanci e i rendiconti sono stati (e sono ancora) pubblicati sui siti internet delle organizzazioni politiche a mio sostegno».  Parlando delle spese sostenute e registrate, Toti nella memoria elenca sia quelle «a sostegno della mia attività politica come leader della Lista Toti presente in Consiglio Regionale e in molte amministrazioni municipali, sia per sostenere sindaci, liste e candidati collegati e coerenti alla linea politica della Lista Toti, sia per quanto riguarda le iniziative della Coalizione di Governo». I «bilanci e i rendiconti sono stati (e sono ancora) pubblicati sui siti internet delle organizzazioni politiche a mio sostegno». «Ogni euro incassato - ha ribadito - ha avuto una destinazione politica: nessun contributo ha prodotto arricchimento o utilità personale a me, agli altri appartenenti al mio partito o a terzi privati. E proprio per fugare ogni minimo possibile sospetto e garantire massima trasparenza e possibilità di controllo, particolare attenzione è stata posta nel separare ogni aspetto economico della mia vita privata da qualsiasi attività economica legata alla politica, tanto da separare anche i conti correnti personali e utilizzare per l'attività politica esclusivamente conti dedicati e 'trasparenti', con strumenti di accredito e spesa tracciati, tracciabili e sempre rigorosamente documentabili».

Toti: esaminata parte limitata rapporti con mondo lavoro

Nell'ordinanza di custodia cautelare «così come nell'intero impianto accusatorio si analizza solo una limitatissima parte dei rapporti tra amministrazione, Presidente, e mondo del lavoro e delle imprese. E di tale limitatissima parte si fa paradigma per tutto il resto». Così Giovanni Toti scrive nella memoria consegnata stasera ai pubblici ministeri durante l'interrogatorio investigativo concluso da poco. «Al contrario, l'atteggiamento e l'animus dei rapporti e dei contesti analizzati dovrebbe invece essere esaminato e interpretato alla luce della generalità e molteplicità dei rapporti di un lunghissimo periodo». «È da una visione di ampio respiro, che abbracci tutto l'arco della mia presidenza, che si può apprezzare la nostra visione politica e comprendere appieno come tutte le mie azioni (anche quelle contestate) siano state ispirate, certamente dalla giusta attenzione verso le imprese operanti sul territorio - scrive Toti - ma nell'unica prospettiva della tutela dell'interesse collettivo e del suo progresso»

Toti deposita memoria: spiego linee politiche e morali

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha depositato una memoria di 17 pagine a corredo dell'interrogatorio investigativo tenuto oggi davanti ai pm Federico Manotti e Luca Monteverde, insieme all'aggiunto Vittorio Ranieri Miniati. Il documento è stato scritto per «spiegare le linee politiche e morali che, da quanto ho assunto l'onore di guidare Regione Liguria, hanno sempre informato l'attività perseguita dalla Giunta regionale nella unica prospettiva di servire il bene e l'interesse comune dei cittadini liguri e delle loro istituzioni».

Terminato l'interrogatorio di Giovanni Toti

E' terminato dopo otto ore l'interrogatorio del governatore della Liguria Giovanni Toti, che si trova ancora nella caserma del Roan della Gdf per la firma del verbale.

Secondo quanto appreso, il governatore ha risposto a tutti gli addebiti assistito dal suo legale Stefano Savi. 

Interrogatorio ancora in corso

Da quattro ore Totinsta rispondendo alle domande dei pm titolari dell’inchiesta. L’interrogatorio avviene in una caserma della Guardia di finanza all’interno del porto, una scelta per cercare di evitare l’assalto dei giornalisti. Assistito dall’avvocato Stefano Savi, il presidente della Regione Liguria sta rispondendo in merito alle diverse accuse, dalla contestazione dei soldi finiti nelle casse del suo comitato, ai suoi rapporti con l’imprenditore Aldo Spinelli, dalle presunte pressioni per garantirgli dei vantaggi all’ipotesi di voto di scambio per garantirsi la vittoria. L’interrogatorio potrebbe durare ancora a lungo.

Dai pm 100 domande al presidente della Regione

Sono più di cento le domande che i pubblici ministeri Federico Manotti e Luca Monteverde, con l'aggiunto Vittorio Ranieri Miniati, stanno facendo al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, ai domiciliari dal 7 maggio per corruzione e falso. Le domande riguardano i finanziamenti ricevuti non solo da Aldo Spinelli e Francesco Moncada, ma anche dal re delle discariche Pietro Colucci e da altri imprenditori. Le altre domande riguardano il presunto voto di scambio. Toti, assistito dall'avvocato Stefano Savi, sta rispondendo a tutte le domande. L'interrogatorio potrebbe durare a lungo. Non è escluso che possa anche essere interrotto questa sera e riprendere domani mattina.

Salvini: "Mi chiedo se era necessario l'arresto"

«Io ritengo che (Toti) sia innocente per come l'ho conosciuto in questi anni, persona corretta e dinamica che ha dato uno sviluppo infrastrutturale, turistico e commerciale incredibile a Genova e alla Liguria, non commento... ma la metto sul dubitativo: era necessario l'arresto di un governatore eletto dai cittadini, a un mese dal voto, per episodi risalenti in alcuni casi ad anni prima?».

Lo ha detto il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini intervenendo al Festival dell'Economia di Trento. «Uno per essere arrestato o è in procinto di scappare o può reiterare il reato o può inquinare le prove» sottolinea Salvini.

Cominciato l'interrogatorio

È iniziato a Genova, nella caserma della Guardia di finanza a Molo Giano, l'interrogatorio del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, dal 7 maggio ai domiciliari con l'accusa di corruzione. Accompagnato dall'avvocato Stefano Savi, il governatore ligure - che continua a sostenere la sua innocenza - risponderà ai pm Luca Monteverde e Federico Manotti.

Il luogo dell'interrogatorio è rimasto "top secret" fino alla fine per cercare di evitare l'assalto dei tanti giornalisti che raccontano l'inchiesta che ha provocato un terremoto nella politica ligure.

Giovanni Toti in caserma Gdf per l'interrogatorio

Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ai domiciliari con l'accusa di corruzione e falso, è arrivato alla caserma della Guardia di finanza di piazza Cavour per l'interrogatorio con i pubblici ministeri titolari dell'inchiesta sulla corruzione in porto Federico Manotti e Luca Monteverde. Con Manotti e Monteverde anche il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati.

«È interesse pubblico mantenere la pace in modo che il porto vada avanti senza intralci. Toti non promette qualcosa a Spinelli, fa un’attività di mediazione. Va ricordato che la proroga è stata decisa dall’Autorità portuale sulla base di parametri precisi. Quando si chiude la vicenda, si lamentano sia Spinelli che Aponte. Se tutti sono un po’ scontenti e un po’ contenti, vuol dire che non si è fatto l’interesse di nessuno». Così l'avvocato Stefano Savi, difensore di Giovanni Toti, intervistato dal "Corriere della Sera", risponde a una domanda sull'accusa più grave rivolta al governatore della Liguria, che riguarda la proroga della concessione Rinfuse che Aldo Spinelli avrebbe ottenuto con tangenti per 40mila euro a Toti, intervenuto sull’Autorità portuale.

«Questa vicenda deve essere letta sapendo come vanno da secoli le cose in porto dove ci sono sempre state grandi guerre tra terminalisti in concorrenza tra loro, poi concluse con grandi paci», spiega.

Quanto all'ipotesi di dimissioni «fin dall’inizio ha detto che è una valutazione che sarà fatta, ma non in solitaria perché ha delle ripercussioni notevoli sul quadro istituzionale e deve essere assunta dopo aver consultato i suoi collaboratori e le forze politiche della sua maggioranza», ricorda l'avvocato, che dice di sperare che Toti, ai domiciliari dal 7 maggio, sia rimesso in libertà dopo l'interogatorio previsto per oggi.

I finanziamenti di Spinelli al Comitato Toti? «È il vero punto di un’accusa che si ritiene che ogni qualvolta ci si interessi di qualcuno non si possa ricevere niente o viceversa. Toti afferma di aver fatto ciò che ha fatto in altre centinaia di casi, di cui faremo un elenco, sia per chi ha contribuito ai suoi Comitati sia per chi non lo ha fatto, perché guardava all’interesse pubblico che era di agevolare gli investimenti in Liguria - sottolinea Savi - Molti sono andati da lui, qualcuno mandato anche dall’opposizione, ma si è sempre comportato con tutti allo stesso modo e alla luce del sole. Non vedeva nulla di male ad invitare a contribuire come ha fatto con Spinelli, che ha dato soldi a tutti i partiti. I fondi che arrivavano passavano per vie ufficiali rispettando le regole, quando ciò non è avvenuto i finanziamenti sono stati rifiutati o restituiti».

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