Tiziana Cantone, mistero sul suicidio: sulla sciarpa spunta il Dna di un uomo

Tiziana Cantone, mistero sul suicidio: sulla sciarpa spunta il Dna di un uomo
di Leandro Del Gaudio
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Domenica 27 Dicembre 2020, 10:50 - Ultimo aggiornamento: 10:51

Lo hanno isolato. Hanno trovato un cromosoma maschile su diversi punti della pashmina trovata stretta al collo di Tiziana Cantone. Non una traccia tra tante, ma un elemento ricorrente su quel foulard che ha solcato il collo della ragazza di Mugnano, morta a settembre del 2016 in circostanze non ancora chiarissime. Eccolo il punto chiave dell'indagine difensiva, secondo quanto è stato trasmesso dallo staff di legali e periti che assiste Maria Teresa Giglio (la mamma di Tiziana) alla Procura di Napoli nord, che ha deciso di aprire un fascicolo ad hoc su alcuni punti oscuri di questa vicenda.
Ma andiamo con ordine, proviamo a riassumere l'ultimo elemento emerso dalle indagini difensive, ora all'attenzione del pm. Come è noto, il caso di Tiziana Cantone non è chiuso. Da mesi, sono al lavoro un pool di consulenti - gli analisti della Emme team -, per conto della difesa di Maria Teresa Giglio, rappresentata dal penalista Salvatore Pettirossi. Ricordate il retroscena? Pochi mesi fa, difesa della mamma di Tiziana ha ottenuto il dissequestro di un oggetto in particolare: in presenza di carabinieri, al legale è stata consegnata la pashmina trovata al collo della 31enne, nella tavernetta della sua casa a Mugnano.


LA SVOLTA
Analisi di laboratorio, esperti di biologia al lavoro, oggi c'è un primo esito: dalla verifica al microscopio sul foulard, sono emerse le tracce biologiche che tutti si attendevano, vale a dire il dna di Tiziana, ma anche quello della zia che è intervenuta a «liberare» il collo della donna. Ma le sorprese non sono mancate: è stato infatti enucleato un cromosoma maschile. È la traccia di un uomo che spunta da quella pashmina usata come cappio attorno al collo di Tiziana. Una scoperta da registrare in modo neutro, ma che rappresenta un ulteriore scalino per nuove verifiche. In che senso? È noto infatti che nella tavernetta di Mugnano intervenne almeno un militare dei carabinieri. In linea di principio, le tracce di cromosoma maschile rinvenute fino a questo momento potrebbero essere riconducibili proprio al primo soccorritore in divisa. Ma anche in questo caso occorre fare dei distinguo. Secondo un protocollo da manuale, è logico pensare che il carabiniere abbia usato dei guanti, come si addice a qualsiasi investigatore in divisa che si muove su quella che potenzialmente è una scena del crimine. Ma anche a voler ipotizzare che, di fronte all'esigenza di salvare una vita umana, il militare non abbia calzato i guanti, è logico pensare che il foulard sia stato semplicemente preso e spostato da un mobile all'altro, dal momento che - secondo le testimonianze agli atti - era stato già tolto dalla gola della 31enne da parte della zia di Tiziana. Dunque, secondo questa ricostruzione, le tracce del primo soccorritore in divisa dovrebbero essere comunque limitate a pochi punti della pashmina stessa, non a tutto il pezzo di stoffa.

 


Ricapitolando: il cromosoma maschile rinvenuto in più punti sul foulard non va inteso come la classica pistola fumante, la prova in grado di affermare la presenza di un uomo accanto al corpo di Tiziana, ma è comunque un elemento carico di suggestioni. Facile pensare a questo punto che lo staff difensivo della madre di Tiziana chieda di effettuare un'analisi genetica sul carabiniere intervenuto il 13 settembre del 2016 a Mugnano, tanto per sgomberare il campo da dubbi e sospetti. Come è ormai noto, Maria Teresa Giglio non crede all'ipotesi che Tiziana si sia suicidata. Da tempo sostiene che la figlia sia stata ammazzata da parte di chi aveva interesse a zittire una donna inviperita per aver subìto quella che oggi viene chiamata revenge porn. Una vendetta o un ricatto, tramite la diffusione di immagini hard destinate a un circuito ristretto. Ora il lavoro di laboratorio è stato spedito al pm Giovanni Corona, magistrato della Procura di Aversa guidata dal procuratore Francesco Greco, che ha aperto un fascicolo per frode processuale. In sintesi, la Procura di Napoli nord indaga su eventuali manomissioni del tablet e del cellulare di Tiziana Cantone, subito dopo il suo decesso, puntando i riflettori su quanti potrebbero aver introdotto nel giallo di Tiziana elementi non veri. Un fascicolo che ora fa i conti anche con la presenza diffusa del cromosoma Y.

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