Tinkov, svaligiata la villa del magnate russo a Forte dei Marmi: bottino da centinaia di migliaia di euro

Il colpo nella prestigiosa residenza sulla costa toscana è stato preceduto la notte precedente da un altro furto in una villa di Forte dei Marmi di proprietà di magnati russi e affittata a finanzieri ucraini

Oleg Tinkov, svaligiata la villa del miliardario russo a Forte dei Marmi: svuotate due casseforti
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Giovedì 17 Novembre 2022, 20:19 - Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 07:07

La villa del magnate russo Oleg Tinkov a Forte dei Marmi è stata svaligiata. Da quanto si apprende sono state svuotate due casseforti: rubati orologi e gioielli per centinaia di migliaia di euro. Secondo le prime ricostruzioni, a compiere il furto è stata una banda di tre ladri. Anche un'altra villa di proprietà russa, sempre a Forte dei Marmi, è stata svaligiata.

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Tinkov, svaligiata la villa a Forte dei Marmi

Ora è caccia ai ladri, che avrebbero agito con estrema professionalità, manomettendo sofisticati sistemi di sicurezza. La villa del magnate, che ha molto investito in Versilia, e che dopo l'invasione dell'Ucraina ha preso le distanze da Vladimir Putin, al momento del maxi furto era vuota: Tinkov con la sua famiglia si trova, infatti, in Messico. Il colpo nella prestigiosa residenza sulla costa toscana è stato preceduto la notte precedente da un altro furto in una villa di Forte dei Marmi di proprietà di magnati russi e affittata a finanzieri ucraini.

Sul doppio furto, come apprende l'Adnkronos, sono in corso le indagini dei carabinieri che stanno agendo a tutto campo per identificare i responsabili. Il furto nella villa dell'imprenditore e finanziere Tinkov è avvenuto tra il tardo pomeriggio di mercoledì 16 e la notte di giovedì 17 novembre. Ad accorgersi dell'intrusione, questa mattina, è stato il custode, che ha trovato l'interno dell'edificio messo a soqquadro: i ladri - si ipotizza una banda di tre uomini - hanno potuto agire indisturbati perchè la villa era vuota. Sono state aperte due casseforti, dalle quali sono spariti gioielli, orologi di lusso di grandi marche e altri preziosi per un valore da quantificare con precisione ma, secondo quanto si è appreso, ben superiore a diverse centinaia di migliaia di euro.

Forte dei Marmi, furto anche in un'altra villa proprietà russa

La notte precedente, martedì 15 novembre, intorno alle 4.30, ignoti sono, invece, penetrati all'interno di "Villa Luce", di cui risulta proprietaria una cittadina russa di 32 anni. Il trambusto provocato dall'effrazione ha svegliato gli affittuari, due facoltosi coniugi ucraini, un finanziere di 43 anni e la moglie di 37 anni, e poco dopo i ladri si sono dati alla fuga. Nessun danno hanno riportato gli affittuari che hanno visto solo da lontano i banditi mentre stavano fuggendo.

I ladri sono riusciti, tuttavia, ad aprire la cassaforte e a portare via gioielli e orologi di lusso, con un bottino anche in questo caso da quantificare ma stimato in diverse centinaia di migliaia di euro. Rubate anche borse di grandi marche. Al vaglio degli investigatori dei carabinieri che stanno conducendo le indagini anche le immagini riprese da circuiti di sorveglianza che insistono intorno alle due ville. Nel caso del furto di "Villa Luce" i filmati, sempre secondo informazioni non confermate, avrebbero ripreso i ladri, sembra tre, mentre porterebbero via alcuni sacchi pieni di refurtiva.

 

Chi è Oleg Tinkov

Qualche settimana fa Tinkov ha rinunciato alla cittadinanza russa per condannare la guerra in Ucraina. In un post il magnate - che dall'inizio del conflitto si è schierato contro Putin - ha condannato quello che ha definito «fascismo putiniano».

«È un peccato per me continuare a tenere questo passaporto», ha spiegato Tinkov, che vive a Londra e che è stato "vittima" delle sanzioni del Regno Unito al pari di altri membri dell'élite russa. «Spero che uomini d'affari russi più importanti mi seguano, questo indebolirebbe il regime di Putin e la sua economia e alla fine lo porterà alla sconfitta - ha detto Tinkov - Odio la Russia di Putin, ma amo tutti i russi che sono chiaramente contrari a questa folle guerra!».

Ad aprile Tinkov aveva criticato ancora più duramente il Cremlino, condannando quello che aveva definito «un regime basato sul nepotismo e sul servilismo». «I burocrati del Cremlino sono scioccati dal fatto che non solo loro, ma anche i loro figli ora non potranno andare al mare nel Mediterraneo questa estate».

Tinkov aveva già fatto parlare di sé dall'inizio della guerra. Colpito dalle sanzioni, la banca digitale Tinkoff di cui è il fondatore, è stata una delle storie di successo tecnologico della Russia. Ma l’invasione dell’Ucraina e le sanzioni hanno innescato - secondo Forbes - un calo del 90% del prezzo delle sue azioni, cancellando diversi miliardi di dollari dal suo patrimonio.

Ex venditore di birra e gnocchi, Oleg Tinkov è diventato uno degli uomini più ricchi della Russia grazie alla quotazione, alla Borsa di Londra, della sua banca digitale Tinkoff. Le sue azioni, però, sono crollate di oltre il 90% dall’inizio dell’assalto russo in Ucraina. Così Tinkov è diventato uno degli almeno dieci ex miliardari russi ad aver abbandonato il club dei nove zeri a causa del crollo della Borsa e del declino del rublo, sulla scia delle sanzioni e del crescente isolamento imposto dall’Occidente alla Russia.

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